Un sentiero che si arrende alle frane, un altro che rinasce grazie a un tracciato dimenticato da oltre mezzo secolo. È il lavoro, spesso poco visibile ma continuo, del Cai di Prato, che gestisce e mantiene i circa 500 chilometri di sentieri della provincia, intervenendo ogni volta che il territorio cambia volto. L’ultimo esempio arriva dalla Val di Bisenzio. Il sentiero 440A, che costeggia il Rio Buti, è stato chiuso definitivamente perché due frane lo hanno reso ormai impossibile da recuperare. Di segno opposto la storia del 462A, rimasto interrotto per tre anni dopo una frana vicino al Mulino di Genesio. Per riaprirlo non è bastato sistemare il vecchio percorso: i volontari del Cai hanno recuperato un antico sentiero riportato sulle carte dell’Istituto geografico militare degli anni Cinquanta e Sessanta e lo hanno trasformato in un nuovo itinerario che aggira le aree franate del Mulino di Genesio e della Centrale. Oggi il collegamento tra le cascate del Carigiola e il Tabernacolo della Tavoletta è di nuovo percorribile. È uno degli interventi che raccontano come cambia la montagna e di conseguenza anche la rete escursionistica. Il Cai non si limita infatti a ripulire i sentieri o a rifare la segnaletica: quando il dissesto idrogeologico cancella un percorso, studia soluzioni alternative, recupera vecchi tracciati e li rende nuovamente fruibili, conciliando sicurezza e tutela dell’ambiente.






A questo lavoro si affianca la manutenzione ordinaria. Da quest’anno il Cai ha lanciato anche le Giornate dei sentieri, aperte a tutti i soci: le prime quattro uscite hanno coinvolto 85 volontari impegnati nella pulizia e sistemazione dei percorsi tra Cavarzano, Gavigno, Cantagallo, Rio Buti e il rifugio Vespaio. Prosegue inoltre la collaborazione con gli enti pubblici per installare nuova segnaletica e migliorare quella esistente. Tra i prossimi interventi è previsto un progetto dedicato alla segnaletica verticale nel territorio di Carmignano. Tutti gli aggiornamenti sono raccolti nella nuova edizione della Carta dei sentieri della provincia di Prato, pubblicata nelle scorse settimane dal Cai.
Riproduzione vietata