“In questi anni ai tifosi del Prato è stato limitato il diritto di sognare. Io invece ho tanti sogni, a partire da quello di dotare la città di uno stadio alla sua altezza e in grado di dare visibilità a tutta Prato. E a me i sogni piace farli diventare realtà”.
E’ con queste parole che la presidente del Prato Asmaa Gacem ha presentato i due progetti di restyling del Lungobisenzio, che in un caso sarà un vero e proprio rifacimento completo, in grado di trasformare l’attuale stadio in un impianto moderno da 15mila spettatori, dotato di tutti i comfort e i servizi in modo da non farlo sfigurare davanti agli impianti non solo italiani ma anche europei.
Progetti che saranno presentati quanto prima al commissario straordinario Claudio Sammartino. “Con lui ci siamo visti prima di Natale – dice ancora la presidente -. In quella occasione ci aveva chiesto di preparare un progetto. Adesso siamo pronti: e i progetti sono due. Noi siamo disponibili a fare la nostra parte, ma lo stadio è di proprietà del Comune. Quindi abbiamo bisogno della collaborazione delle istituzioni”.
PRIMO STEP CAPIENZA A TREMILA – Il ragionamento di partenza è semplice: l’attuale situazione del Lungobisenzio non si concilia con quelle che sono le aspettative della tifoseria e i programmi dell’Ac Prato targato Asmaa Gacem. Gli attuali 2mila posti di capienza finiscono sistematicamente sold out e molti tifosi sono costretti a restare fuori. Quindi il primo step è portare immediatamente la capienza a 3mila posti che è quella poi del Lungobisenzio senza le limitazioni imposte dalla Commissione pubblico spettacolo.
“Per questo – prosegue Asmaa Gacem -proprio oggi abbiamo inviato la pec al Comune con tutti i via libera che ci erano stati chiesti, compreso quello delle ferrovie. A questo punto speriamo la Commissione si riunisca prima possibile e riporti la capienza a quella prevista”.

STADIO DA 5.500 POSTI – Come detto i progetti messi a punto dall’Ac Prato sono due, naturalmente la scelta dell’uno esclude l’altro. Si parte con un’ipotesi minore, che porterebbe la capienza attuale a 5.500 posti con la realizzazione di una maratona come proseguimento dell’attuale curva ferrovia (foto sopra). Sia quest’ultima che la nuova tribuna saranno coperte: “I tifosi meritano rispetto e devono potersi godere lo spettacolo con tutta comodità” dice Asmaa Gacem. Verranno poi realizzati altri due bar a servizio delle tribune e una palestra esterna di 200 metri quadri, in modo da liberare gli spazi all’interno della tribuna attuale. Il progetto, illustrato dall’architetto Luigi Scrima, prevede naturalmente un restyling completo anche dall’attuale tribuna, con la creazione di skybox e di uno spazio dedicato all’official store dell’Ac Prato.
“I tempi per realizzare questo progetto sono rapidi – dice Asmaa Gacem -. Le strutture sono prefabbricate e abbiamo già contattato i fornitori. Una volta avuto il via libera e le autorizzazioni, nel giro di pochi mesi potremo finire i lavori”. Che in altre parole significa essere pronti per il prossimo campionato, tempi burocratici permettendo.
La capienza di 5.500 posti non è casuale: è quella infatti necessaria a disputare un campionato di serie B. “Non ha senso pensare solo al domani – è ancora la presidente -. Dobbiamo fare qualcosa perché duri nel tempo, non perché ci si debba poi rimettere le mani nel giro di poco”, lasciando bene intendere quali sono gli obiettivi a livello sportivo della società.


IL PROGETTO DA 15.000 POSTI – E siccome ai sogni è bene non mettere limiti, ecco l’altro progetto, messo a punto dallo studio di progettazione dell’architetto Luca Ceri e realizzabile in un anno e mezzo. Qui il primo problema da risolvere è quello del vincolo monumentale che insiste sull’attuale tribuna. Un vincolo, però, che secondo i progettisti può essere tolto. A quel punto quella che verrebbe realizzata è una struttura completamente nuova, con una forma che intende richiamare le balle di stracci, per dare una forte identità al nuovo stadio. Come detto la capienza sarà di 15.000 posti, quindi da serie A, con le tribune tutte coperte e skybox. Nello stadio poi troverebbero posto tutte le attrezzature richieste dalle norme federali oltre a uffici e una foresteria con stanze per ospitare i giocatori fuorisede. E’ previsto poi un miniappartamento che sarà possibile affittare per il giorno precedente e quello della partita. “Darà la possibilità di vivere tutto quello che ruota intorno alla gara” dice Asmaa Gacem, che non nasconde di aver preso l’ispirazione dallo stadio del Paris Saint Germain. E poi una serie di servizi commerciali legati all’ospitalità dei tifosi: ristoranti, bar, un piccolo museo dedicato all’Ac Prato. Insomma una vera e propria cittadella biancazzurra con l’unica incognita che potrebbe essere rappresentata dai parcheggi: “Per quello pensiamo a bus navetta a disposizione dei tifosi da parcheggi scambiatore”.



Un vero e proprio sogno, come detto dalla presidente, che potrebbe realmente proiettare la Prato calcistica in una dimensione del tutto nuova. Senza dimenticare che un impianto del genere potrebbe essere utilizzato anche per concerti, dando alla città uno spazio che al momento manca.

“Abbiamo realizzato questo progetto perché vogliamo che la città abbia uno stadio bello, funzionale, per tutti, inclusivo – commenta Luca Ceri, amministratore dello Studio Ceri, una realtà con sede a Prato che nasce nel campo della progettazione e del design, che si è specializzata anche nella produzione di pezzi unici made in Italy -. Un impianto con un richiamo al tessile, che rappresenti un orgoglio tutto pratese. Regaliamo questo progetto a Prato in un momento difficile per il distretto, per mandare un segnale di entusiasmo, per dare il nostro contributo alla crescita dell’Ac Prato e per poterlo sostenere nel ritorno quantomeno nei professionisti. Un piano che rispecchia già i requisiti del Coni per la serie A, e già in fase molto avanzata di progettazione”.

Adesso non resta che capire gli spazi di manovra che l’attuale amministrazione commissariale del Comune avrà. Perché se l’Ac Prato è pronta a investire, è indispensabile l’accordo con chi del Lungobisenzio è proprietario. Da parte biancazzurra c’è la massima disponibilità a parlare di formule e accordi, come del resto fatto in altre parti, con l’investimento fatto dal privato che va poi a scalare canoni di affitto e concessioni per un certo numero di anni e con il diritto di superficie. La prima mossa, intanto, è stata fatta con i tifosi che non hanno fatto mancare di far sentire la propria vicinanza, mettendo uno striscione fuori dallo stadio.
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