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Un acquazzone e torna il caos: sottopasso di Pratilia chiuso in direzione Pistoia, subito code e rallentamenti. Divampa la polemica politica


Resta alta l’attenzione sul meteo: allerta gialla prorogata fino alla mezzanotte di domani. Polemica per le chiusure sistematiche dell'infrastruttura, il candidato sindaco di Unità Popolare Enrico Zanieri e Forza Italia invitano a ripensare anche il progetto del tunnel del Soccorso. Belgiorno: "Un errore cedere la gestione della strada ad Anas"


Alessandra Agrati


È bastato un improvviso scroscio di pioggia, intorno alle 8 di questa mattina 5 maggio, per mandare in crisi il sottopasso di Pratilia in direzione Pistoia, che si è rapidamente allagato. Una situazione che, ancora una volta, si ripete puntuale: appena piove, il sottopasso diventa impraticabile, con pesanti ripercussioni sulla circolazione. L’allagamento ha infatti provocato gravi disagi al traffico proprio nell’ora di punta, congestionando la Leonardo da Vinci e causando lunghe code. Sul posto sono intervenuti una pattuglia della polizia locale, impegnata nella gestione della viabilità, e una squadra di operai Anas per le operazioni di ripristino. Intanto resta alta l’attenzione sul meteo: l’allerta gialla è in vigore fino alla mezzanotte e il picco delle precipitazioni è atteso tra le 10 e le 14. Al momento non si segnalano ulteriori criticità, ma il timore è che basti un nuovo rovescio per riproporre gli stessi problemi. E infatti il sottopasso è stato riaperto verso le 9.30 per poi essere nuovamente chiuso intorno a mezzogiorno dopo un nuovo scroscio di acqua. Ancora una volta è stato necessario l’intervento dei tecnici Anas. Il problema, però, è ormai strutturale e si rende necessario un intervento risolutivo in modo da impedire queste chiusure ad ogni pioggia. Intanto la sala regionale della protezione civile ha prolungato l’allerta meteo gialla per temporali forti con rischio idrogeologico-idraulico reticolo minore  fino alla mezzanotte di domani 6 maggio.

Sulla questione interviene Enrico Zanieri candidato sindaco di Unità Popolare: “Questo episodio è l’ultimo di una lunghissima serie di chiusure negli ultimi anni, sempre con la stessa motivazione, e ci apre a due riflessioni – dice -. La prima, è come e cosa si sta facendo per il dissesto idrogeologico. La nostra risposta è poco. Poco perché le basi minime per almeno provare a evitare questi continui disastri, ovvero evitare la corsa alla cementificazione e gestire il verde urbano e i parchi urbani in maniera più efficiente, in modo da aumentare la permeabilità dei suoli. Allo stesso tempo, non possiamo non vedere con estrema preoccupazione il progetto del sottopasso del Soccorso. Un’opera che vedrà, oltre ai costi, oltre ai disagi, il rischio di un tunnel di centinaia di metri in costante pericolo di allagamenti. E non lo diciamo noi, ma lo dice chiaramente il parere della Commissione Tecnica di Verifica dell’Impatto Ambientale”.

Dubbi sul progetto del Soccorso vengono espressi anche da Forza Italia con i candidati Francesco Cappelli (capolista), Veronica Scopelliti e Sergio Toccafondi: “Basta un acquazzone e Prato piomba nel caos per l’allagamento dei sottopassi. Figuriamoci cosa succederà quando sarà realizzato il mitico sottopasso del Soccorso, voluto pervicacemente dal Pd con la scusa penosa che il sovrappasso era di destra – scrivono -. Dovrebbe essere chiaro a tutti che dal punto di vista tecnico un’opera di interramento per centinaia di metri possa essere costosa e pericolosa, oltre che difficile da gestire. A rigor di logica, e senza scomodare tecnici specializzati, la scelta non poteva dunque che ricadere su una soluzione che permettesse il normale scorrere del traffico veicolare durante i lavori e con il minore impatto ambientale possibile, preferendo il cavalcavia con adeguate barriere acustiche. Diciamo la verità: se la sinistra, Biffoni in primis, avesse avuto veramente a cuore gli abitanti del Soccorso e avesse quindi voluto risolvere i loro disagi, lo avrebbe certamente potuto fare nel lungo tempo in cui ha avuto in mano le redini della città. I vantaggi evidenziati sono diversi: il viadotto da realizzare in tre fasi non avrebbe imposto la chiusura del traffico in fase di cantiere; avrebbe consentito, seppure parzialmente, di ricucire la zona del Soccorso dal punto di via urbanistico, sarebbe costato molto meno dell’interramento, non avrebbe impattato nella falda idrica e nella vecchia gora e avrebbe garantito un impatto minore dal punto di vista ambientale. Ogni giorno di caos e ogni mezz’ora persa dalla Questura al Soccorso va messa in conto solo e soltanto al Pd, a Biffoni e al campo largo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il candidato sindaco Claudio Belgiorno: “Basta disagi. Prato non può fermarsi a ogni pioggia. Anas va convocata subito, la scelta di Biffoni è stata un errore”.
Belgiorno ha effetuato un sopralluogo a mezzogiorno, nel cuore del caos cittadino, per denunciare una situazione ormai insostenibile: “Non è accettabile – dice – che una città come Prato debba arrendersi a due gocce d’acqua. Una volta eletto sindaco, la mia priorità sarà convocare Anas a un tavolo tecnico permanente. Non cerchiamo soluzioni temporanee, ma un intervento definitivo che metta fine a file chilometriche, disagi e cambi di percorso forzati per i pratesi. La gestione attuale della manutenzione non è all’altezza delle necessità della nostra città.”
“Ci si è incaponiti, come ha fatto Biffoni, nel voler perseguire una soluzione sbagliata per il raddoppio della Declassata attraverso la realizzazione di un nuovo sottopasso. – dice ancora Belgiorno – “Consegnare la gestione della strada ad Anas è stata una pessima. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: oggi piove, tutto si allaga e dobbiamo aspettare i tempi di un ente nazionale che ha mille altre priorità. Prato, per Anas, non è purtroppo la priorità, e a pagarne le conseguenze sono i cittadini rimasti bloccati nel traffico”.

“Una città paralizzata per poche gocce di pioggia – aggiunge Rocco Rizzo, tra i capilista di Fratelli d’Italia -: da questa mattina il traffico è in tilt a causa della chiusura del sottopasso di Pratilia lungo via Leonardo da Vinci, una delle arterie principali della città. Un problema che si ripresenta ogni volta che piove e che non è mai stato risolto. Anzi, si progetta un nuovo sottopasso al Soccorso che renderà il traffico ancora più caotico, non solo una volta terminato, ma anche durante i lavori, quando sarà necessario ripensare la viabilità sulle strade limitrofe”.

Anche Alessandro Bonacchi, candidato consigliere comunale nella lista Sinistra Italiana Avs, interviene: ” Oggi un acquazzone intenso ha chiuso il sottopasso di Pratilia. Traffico in tilt, code infinite verso Pistoia, tutti bloccati mentre cercavano di andare al lavoro o tornare a casa – dice -. La reazione più facile è dare la colpa al maltempo. Ma chi si candida a governare una città non può nascondersi dietro alle nuvole. La verità è fisica e spietata: per decenni abbiamo cementificato ogni metro quadro disponibile, impermeabilizzando la nostra terra. Quando l’acqua cade, non ha più dove andare. Finisce nelle strade, nei sottopassi, nelle fabbriche, nelle case. Non è sfortuna. È una scelta politica che si paga ogni volta che piove forte. La risposta non è aspettare la prossima emergenza. È trasformare Prato in una città spugna. Rimuovere l’asfalto inutile da piazze e strade. Piantare alberi come infrastruttura idraulica, non come ornamento. Mantenere costantemente il Bisenzio, i corsi d’acqua minori, le gore, le casse di espansione. Non interventi tampone dopo le alluvioni: cura ordinaria, ogni anno”.

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