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Ultimo giorno di scuola per la storica “Pier Cironi”: gli studenti organizzano flash mob per “salutare” il vecchio edificio


Scritte sui muri che da domani saranno abbattuti e lacrime di studenti e insegnanti: si chiude la lunga storia della scuola di viale della Repubblica. Al suo posto nascerà un nuovo complesso ultramoderno


Alessandra Agrati


C’è chi ha salutato la propria scuola con una poesia scritta su una parete, chi ha lasciato l’impronta colorata della mano su una porta, chi ha preferito un disegno, una firma o semplicemente una data. E poi ci sono stati gli abbracci, le fotografie, le lacrime trattenute a fatica. Perché quello di oggi non è stato soltanto l’ultimo giorno di scuola per gli alunni della secondaria Pier Cironi. È stato anche l’ultimo giorno di vita di un edificio che per oltre sessant’anni ha accolto generazioni di studenti, insegnanti, collaboratori scolastici e famiglie.

Da domani, infatti, lo storico plesso di viale della Repubblica inizierà il suo ultimo viaggio: quello verso la demolizione. Al suo posto sorgerà una nuova scuola, moderna e all’avanguardia. Ma prima che le ruspe cancellino muri e corridoi, la comunità scolastica ha voluto salutare quella che per decenni è stata molto più di una semplice struttura. La mattinata si è trasformata in una grande festa della memoria. Gli studenti hanno organizzato tre flash mob, uno per ciascun anno di corso: prime, seconde e terze. Un modo allegro e rumoroso per dire addio a spazi che per molti di loro rappresentano una parte importante della crescita. Molti ragazzi, infatti, avevano già frequentato la primaria nello stesso complesso scolastico e tra quelle mura hanno trascorso gran parte della loro infanzia. Per un giorno sono saltate anche le regole. Con una concessione speciale, studenti e insegnanti hanno potuto “imbrattare” muri, finestre e porte. Le superfici della scuola si sono così riempite di messaggi, ricordi, dediche, poesie e disegni. Una sorta di gigantesco album collettivo destinato però a scomparire insieme all’edificio.

Servizio video e fotografico di Alessandro Fioretti

Anche i professori hanno voluto lasciare un segno, scegliendo però la via dei ricordi scritti su un grande cartellone. Frasi semplici, ma capaci di racchiudere intere vite professionali. “Cara scuola, mi sarà impossibile dimenticarti. Con te è nata e cresciuta la mia famiglia”, ha scritto un’insegnante. E ancora: “Una storia bellissima lunga più di vent’anni”.Per qualcuno, infatti, la Pier Cironi è stata davvero una casa. C’è chi qui ha mosso i primi passi della carriera e qui l’ha conclusa, attraversando decenni di cambiamenti, riforme, generazioni di studenti e colleghi. Le emozioni hanno avuto il sopravvento soprattutto negli ultimi saluti. Non sono mancate le lacrime, come quelle della vicepreside Roberta Turchi, visibilmente commossa durante la cerimonia conclusiva. E parole cariche di significato sono arrivate anche dalla dirigente scolastica Barbara Benchelli, che pure è approdata in viale della Repubblica soltanto quattro anni fa. “Non stiamo salutando un edificio – ha ricordato – ma le storie, le passioni, la fatica e le speranze che ognuno di noi ha vissuto qui dentro. Ora ci aspetta una nuova avventura in una scuola nuova, che riempiremo non solo con l’arredo, ma anche con il nostro calore”.

In realtà il trasloco è già iniziato da settimane. Scatoloni, materiali didattici, archivi e attrezzature hanno progressivamente lasciato le aule. Eppure fino all’ultimo la scuola è rimasta viva, custodendo voci, ricordi e piccoli segreti accumulati in oltre mezzo secolo di attività. Poi, quando anche gli ultimi ragazzi hanno lasciato il cortile, è arrivato il momento della foto ricordo. Insegnanti, personale Ata e amministrativi si sono ritrovati insieme per immortalare un istante che difficilmente dimenticheranno. A richiamare tutti all’ordine, per l’ultima volta, è stata Simona, addetta alla portineria, che ha impugnato il megafono e con la voce incrinata dall’emozione ha radunato colleghi e docenti. Il suo richiamo si è diffuso nei corridoi ormai vuoti, rimbalzando sulle pareti che presto non esisteranno più. Persino il vecchio calcio balilla, compagno di infinite ricreazioni, ha già raggiunto la nuova sede. È lì che aspetta le prossime generazioni di studenti. L’edificio della Pier Cironi si prepara così a chiudere definitivamente le porte. Domani resteranno soltanto i lavori di demolizione. Spariranno le scritte lasciate oggi dai ragazzi e con esse una parte della memoria custodita da quelle mura. Ma le storie, quelle no. Continueranno a vivere nei ricordi di chi, almeno una volta, ha chiamato quel luogo semplicemente “la mia scuola”.

alessandra agrati

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