Una guerra tra bande il movente dell’omicidio di Vladimir Lleshi, l’albanese di 37 anni, pregiudicato e latitante, ucciso con un colpo di cacciavite al petto la sera dell’8 maggio dello scorso anno ai giardini di via Corridoni. E’ la conclusione a cui sono arrivate le indagini della procura che ha chiesto e ottenuto quattro ordinanze restrittive a carico di altrettante persone, tutte albanesi e tutte giovanissime: carcere per un 19enne accusato di omicidio e lesioni; arresti domiciliari per un 22enne, obbligo di dimora rispettivamente a Montemurlo e a Prato per un ventenne e un 23enne: per tutti e tre il reato contestato è quello di rissa aggravata.
Fu una rissa tra gruppi contrapposti a portare alla morte il 37enne che proprio il giorno dell’omicidio condannato in Appello a 8 anni per una serie di rapine. I contendenti, l’8 maggio 2025, si erano dati appuntamento ai giardini: due contro quattro con i primi che si presentarono armati di un cacciavite e di un taglierino. Nel gruppo dei quattro anche la vittima. “Rivendicazioni, provocazioni, offese, gelosie e dinamiche di supremazia del territorio” alla base del violento scontro durante il quale rimase ferito uno degli indagati, l’albanese di 22 anni che riportò un trauma cranico, un trauma oculare e la frattura del setto nasale.
La Squadra mobile, incaricata delle indagini, ricostruì in pochi giorni la dinamica dello scontro e arrivò all’identificazione delle persone coinvolte.
Riproduzione vietata