Estendere anche a Prato il decreto Caivano, il provvedimento con cui il Governo punta a contrastare la dispersione scolastica e il disagio giovanile attraverso controlli più stringenti sulla frequenza, interventi educativi e una maggiore collaborazione tra scuola, famiglie e servizi sociali. È l’ipotesi lanciata dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che ha indicato la provincia pratese come una delle realtà più critiche del Paese durante la presentazione del rapporto Invalsi 2026 alla Camera. “Sulla dispersione c’è un’eccezione: la provincia di Prato mi ha fatto riflettere, ha una dispersione e abbandoni pazzeschi. Mi è stato detto che in alcune scuole il 70% di studenti cinesi non va a scuola, bisogna intervenire. Monitorerò attentamente la situazione a Prato, bisogna estendere il decreto Caivano”, ha dichiarato il ministro, aggiungendo che la Toscana rappresenta “una controtendenza”, mentre “la Campania ha risultati straordinari”. L’intervento di Valditara arriva nel giorno in cui Invalsi ha presentato il quadro nazionale sulla dispersione scolastica, che evidenzia un netto miglioramento. Il tasso di abbandono precoce, dopo essere sceso all’8,2% nel 2025, è stimato al 7,3% nel 2026, un dato che consente all’Italia di superare con largo anticipo l’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030.
“Dal 2022 a oggi sono oltre 520mila i ragazzi recuperati”, ha sottolineato il ministro. “L’Italia si colloca tra i Paesi più virtuosi e supera nazioni come Olanda, Estonia e Germania”. Secondo Valditara, un risultato ottenuto grazie alle misure adottate negli ultimi anni, tra cui Agenda Sud, il decreto Caivano e l’introduzione dei docenti tutor.
Segnali positivi arrivano anche dalla cosiddetta dispersione implicita, cioè quella degli studenti che completano il percorso scolastico senza acquisire competenze adeguate. La percentuale scende dall’8,7% del 2025 al 6,3% nel 2026, mentre cresce la quota di studenti con risultati eccellenti, passata dal 12,3% al 13,1%.
Il quadro nazionale, tuttavia, non cancella le differenze territoriali. Tra le province che continuano a registrare livelli elevati di dispersione figura Prato, da anni alle prese con un fenomeno complesso legato a fattori sociali, economici e demografici. Sul territorio sono stati avviati progetti di contrasto all’abbandono scolastico finanziati anche con le risorse del Pnrr, ma le dichiarazioni del ministro riportano il caso pratese al centro dell’attenzione del Governo e aprono alla possibilità di misure straordinarie dedicate.
Non tarda ad arrivare la risposta ironica da parte del sindaco Biffoni e dell’assessora Santi: “ Con tutto il rispetto per il ministro Valditara, ma davanti al suo rilievo sulla dispersione scolastica a Prato, mi verrebbe di dire citando La vita è bella: ‘Buongiorno principessa!’”
“Ogni inizio del mese di settembre, per tutti e dieci gli anni della mia amministrazione – prosegue Biffoni – insieme all’assessore all’Istruzione, mi sono recato all’Ufficio scolastico regionale per chiedere più attenzione nei confronti del nostro sistema scolastico, attenzione sotto forma di insegnanti di Italiano L2, di strutture adatte, di educatori, in un contingente adeguato alle caratteristiche del nostro Comune, che conta 300 minorenni residenti mai iscritti a scuola, di cui il 59% in età dell’obbligo e il 73% di nazionalità cinese. Non abbiamo mai visto niente di tutto ciò che abbiamo chiesto e ora il Ministro Valditara si accorge che a Prato esiste l’abbandono scolastico, soprattutto da parte degli studenti di nazionalità cinese. Credevamo fosse l’ora delle risposte da parte del Governo, non della presa d’atto di problemi che come amministratori locali evidenziamo da anni”.
“Il Comune di Prato ha investito risorse importanti, da sempre, sulla facilitazione linguistica, sulla mediazione e sul sostegno all’inclusione degli alunni L2 – aggiunge l’assessora Ilaria Santi – sono i nostri dirigenti e docenti ad aver lavorato per rendere la scuola inclusiva, nonostante l’assenza di un adeguato sostegno nazionale. Invitiamo ancora il ministro a un confronto serio con l’amministrazione comunale e con il mondo della scuola pratese. Abbiamo accolto con favore l’istituzione della cattedra di insegnamento dell’italiano agli studenti L2, ma le cattedre assegnate a Prato possono a malapena soddisfare una minima parte dei bisogni. La dispersione più forte è nelle secondarie di secondo grado, e sembra che proprio in questo ordine di scuola si sia passati, da 12 cattedre nell’anno in corso, a 2 per il 2026-2027″.
Sulla questione è intervenuto anche il presidente della Provincia Simone Calamai.“Le dichiarazioni del ministro Valditara mi lasciano stupito. La situazione della dispersione scolastica a Prato è un tema che le istituzioni del territorio hanno sempre portato all’attenzione del Governo con la massima determinazione, proprio perché fosse affrontato con gli strumenti necessari –Da anni evidenziamo che, per contrastare davvero l’abbandono e la dispersione scolastica, servono risorse adeguate: più insegnanti, più ore dedicate all’insegnamento dell’italiano, più personale educativo e tutti quegli strumenti indispensabili per sostenere i ragazzi nel loro percorso scolastico. Per questo, più che una presa d’atto di una situazione che sul territorio conosciamo bene e denunciamo da tempo, ci aspettiamo che questa consapevolezza, seppur tardiva, si traduca finalmente in interventi concreti.
” La dispersione scolastica non nasce dalla cattiva volontà dei ragazzi o dei loro genitori. È spesso il risultato di
povertà educativa difficoltà linguistiche e isolamento sociale , fragilità familiari e mancanza di opportunità. Pensare di risolvere tutto questo con il carcere o con la sospensione di un sostegno economico significa affrontare gli effetti, non le cause” . questo il commento di Sabrina Nieri Coordinatrice Sinistra Civica Ecologista Prato.
Sulla questione è intervenuta anche la consigliera regionale di FdI Chiara La Porta: “Sull’emergenza tutta pratese dell’abbandono scolastico il sindaco Biffoni cerca maldestramente di buttare la palla in tribuna, pur di non assumersi le sue responsabilità. E lo fa puntando il dito contro presunte mancanze del Governo relativamente alla carenza di insegnanti dedicati ai bambini non madrelingua. La realtà, e Biffoni lo sa bene anche se finge di non saperlo, è che gran parte degli alunni fantasma non interrompe gli studi: nelle scuole pratesi non ci entra proprio o preferisce seguire scuole abusive cinesi presenti sul territorio. E questo accade anche perché per anni c’è chi ha deciso di accettare che un’intera comunità vivesse senza integrarsi nella comunità: né nei percorsi scolastici, né nel lavoro, come purtroppo ben sappiamo”.
“La Toscana è in controtendenza rispetto ai risultati positivi certificati dall’Invalsi sulla diminuzione della dispersione scolastica su scala nazionale, che dal 2022 a oggi vede il crollo degli abbandoni e il recupero di 520 mila ragazzi. In questa cornice, il caso di Prato mostra le criticità più severe, ma anche la prontezza dell’intervento del Ministero. Le lamentele sulla mancanza di risorse per l’integrazione linguistica sono smentite dai fatti: proprio per sostenere Prato, il Ministero ha stanziato un fondo specifico di ben 622mila euro destinato a sei istituti cittadini con dispersione superiore al 20%, finalizzato all’assunzione strutturale di docenti specializzati in italiano L2. Le risorse ci sono; ora spetta al Comune fare la propria parte.”
Così dichiarano in una nota congiunta l’onorevole Andrea Barabotti, deputato della Lega, e Claudiu Stanasel, esponente della Lega di Prato.
“Il ministro Valditara scopre solo ora che la situazione a Prato è difficile. Ben cinque anni fa, nel novembre 2021, le amministrazioni locali avevano presentato un documento all’Ufficio scolastico regionale che evidenziava la situazione pratese e chiedeva risorse aggiuntive specifiche, con la consapevolezza che lo sforzo, le risorse, i progetti innovativi che da tanti anni il Comune, la Provincia, la Regione mettevano in atto non erano sufficienti. In questi anni in cui sono al governo non è arrivata alcuna risposta”. Lo dice Sandra Bolognesi, responsabile del tavolo scuola del PD Prato.
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