Dopo il via libera arrivato ieri dal Cosp alla manifestazione nazionale a favore della Remigrazione indetta per sabato prossimo 7 marzo, la palla passa ora alla Questura e in particolare al questore Marco Basile (nella foto), responsabile per l’ordine pubblico in città. Per lo stesso giorno, infatti, sono già state indette altre due contro manifestazioni, senza dimenticare la cerimonia della mattina per commemorare gli operai pratesi deportati nel 1944 nei lager nazisti. L’obiettivo è evitare in ogni modo contatti tra i manifestanti che potrebbero innescare incidenti e scontri dalle conseguenze al momento difficili da immaginare.
Al momento la situazione è questa: alle 15.30 in piazza della Stazione ci sarà il concentramento del corteo per la remigrazione: sono attesi almeno 500 manifestanti da fuori città ai quali si uniranno quelli pratesi. L’idea degli organizzatori era di partire poi in corteo anche se il perc orso non è stato anmcora comunicato. Alla stessa ora associazioni, partiti e sindacati promotori del documento contro la manifestazione remigrazione (Acli, Alleanza Verdi Sinistra, Aned, Anpi, Arci, Associazione 6 Settembre, Cgil, Cisl, Uil, Coordinamento migranti Prato, Communia associazione, Demos, Libertà e Giustizia, Movimento 5 Stelle, Partito comunista, Partito democratico, Partito socialista, Partito della Rifondazione comunista, Pax Christi, Sinistra civica ecologista) hanno annunciato un presidio in piazza delle Carceri. Domani saranno meglio specificate le modalità. E sempre alle 15.30 dovrebbe partire da piazza Duomo il corteo promosso da Sudd Cobas, varie realtà antagoniste e rappresentative dei migranti. Gli organizzatori vorrebbe poi far confluire il corteo sempre in piazza delle Carceri. Al momento la Questura non ha dato l’ok a nessun corteo e sono allo studio soluzioni per limitare al massimo il rischio di incidenti.
Intanto la mattina in piazza delle Carceri si svolgerà la cerimonia commemorativa in ricordo degli scioperi del marzo 1944 e dei 133 cittadini pratesi che vennero rastrellati per le strade e nelle fabbriche dalle truppe naziste e fasciste, per essere imprigionati nel Castello dell’Imperatore e poi deportati verso i campi di lavoro di Mathausen ed Ebensee. Dei 133 pratesi solo in 18 fecero ritorno. Alla cerimonia parteciperanno l’amministrazione commissariale e l’Aned (Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti) sezione di Prato. In ricordo delle vittime verrà deposta una corona d’alloro alla lapide ai piedi del Castello dell’Imperatore.
Riproduzione vietata