Le dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti in seguito all’accusa di corruzione iniziano ad avere effetti diretti anche sui cittadini come ad esempio le famiglie delle persone disabili che dal primo maggio si sono viste imputare dalla Società della Salute i costi del trasporto da casa verso le strutture socio sanitarie e i centri diurni e viceversa (leggi).
L’assessore al sociale Sandro Malucchi, in seguito all’alzata di scudi da parte degli interessati, aveva iniziato un calendario di incontri per recepire le richieste. I colloqui si sono conclusi da qualche settimana ma nessun provvedimento potrà essere preso in quanto con il 10 luglio decade dalla carica di presidente della Società della Salute. Per eleggere il successore (da sempre l’incarico era affidato all’assessore al sociale del Comune di Prato) bisogna convocare l’assemblea composta dai colleghi dei Comuni della provincia che provvederanno a una nuova elezione. Per farlo, però, è necessaria la convocazione da parte del commissario prefettizio.
Nel frattempo per le famiglie che hanno presentato l’Isee sta arrivando il conto ed è molto salato: cifre stimate che vanno da 276 euro al mese a 575 euro a seconda del fatto che si abiti a Prato, negli altri comuni della Provincia o che si sia o meno in carrozzina, per una spesa che costituisce una vera e propria barriera, di tipo economico, che ostacola l’accesso al diurno e il diritto alle cure. Per chi non ha presentato il documento fiscale, invece, non sono ancora stati fatti i conti.
“Non è cambiato niente in questi mesi – spiegano le famiglie e i caregiver che si sono raggruppati per tutelare gli interessi dei propri congiunti disabili – nonostante le comunicazioni che avevamo avuto che ci rassicuravano di un passo indietro rispetto alla disposizione della Società della Salute di febbraio, con cui si determinava la “decadenza” dal servizio di trasporto sociale organizzato dai Comuni per chi aveva Isee familiare superiore a una certa soglia e per chi non lo presentava. Molti di noi sono stati convocati a maggio dalla Società della Salute, e aspettavamo, come ci avevano detto, una riunione successiva con cui ci avrebbero informato di eventuali cambi di passo, per le tante criticità emerse. Non ci hanno riconvocato e adesso, nel nuovo scenario politico che si apre, viviamo col terrore di dover continuare a pagare per mesi cifre assurde per un servizio che ai nostri familiari spetta di diritto, perché ha una finalità socio sanitaria tale e quale ai centri a cui è legato, come specificato in tante sentenze. Peraltro, per la legge regionale 41, per questo tipo di servizi non sarebbe obbligatorio neppure presentare l’Isee, neanche quello ristretto, previsto per casi del genere”.
Sull’argomento in questi mesi è passata tanta informazione frammentata, distorta, errata, soprattutto a livello istituzionale, per questo le famiglie che si sono rivolte ad un legale – che si è appellato al diritto al servizio sancito dalla Costituzione – lanciano un appello alla chiarezza e alla risoluzione del problema, visto che la consistenza dei costi, seppur calmierati, non consente a molti la frequenza quotidiana al centro diurno e diversi disabili stanno andando a giorni alterni.
La direttrice della Società della Salute Lorena Paganelli ribatte che “Abbiamo recepito alcune delle richieste delle famiglie come quella di pagare tutti, ma pagare meno e soprattutto che non ci siano differenze di tariffe per chi abita in vallata e chi sta in città. Va detto che non tutte le famiglie hanno presentato l’Isee e quindi non abbiamo ancora il quadro completo della situazione. Per applicare però eventuali modifiche a quanto già stabilito serve una delibera che in questo momento non è possibile adottare”.
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere della Lega Claudiu Stanasel ““Apprendo con grande sconcerto quanto dichiarato dalla direttrice della Società della Salute in merito alla questione del trasporto disabili. Dire che “per applicare eventuali modifiche serve una delibera che in questo momento non è possibile adottare” non è assolutamente vero. È un’affermazione che tenta di mascherare un imbarazzante immobilismo politico e amministrativo. Ricordiamo a chi evidentemente fa finta di dimenticarlo che fino al 10 luglio sindaco, giunta e consiglio comunale sono pienamente in carica e con pieni poteri. Non c’è nessun vuoto di potere, solo un vuoto di volontà politica. Se davvero ci fosse stato un minimo di lavoro nei mesi precedenti in merito a questo tema, oggi potrebbero portare la delibera ed approvarla in consiglio entro pochi giorni”..
Sulla stessa lunghezza d’onda anche la capogruppo di Fi Rita Pieri “Paganelli inoltre riafferma che non è stato ancora presentato l’Isee da parte di alcuni utenti, mentre l’art. 42 della LRT 41 prevede che le persone con disabilità non debbano presentare l’Isee per accedere ai servizi legati alla loro disabilità. La verità è che la decisione di scaricare sui cittadini – e in particolare sulle famiglie delle persone con disabilità – i costi del trasporto verso i centri diurni era già stata pianificata, comunicata e, di fatto, avviata a febbraio, quando la sindaca era ancora pienamente in carica e non vi era alcun ostacolo amministrativo. Parlare oggi di “impossibilità tecnica” suona come un tentativo di lavarsi le mani di fronte a una scelta profondamente ingiusta.Il problema non è la mancanza di poteri. Fino al 10 luglio la giunta e il consiglio comunale sono legittimamente insediati e operativi. Il problema è la mancanza di volontà politica: quella volontà che è mancata nel rispondere con serietà alle richieste delle famiglie, nel correggere una decisione che crea diseguaglianze e che ostacola concretamente l’accesso alle cure”.
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