Tutti rinviati a giudizio i sei imputati per la tragedia al Poligono di Galceti dove, il 26 luglio 2024, un incendio provocò due morti, un ferito gravissimo e danni ad un’ampia porzione di bosco dell’Area protetta del Monteferrato. Così ha deciso il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato dopo una lunga camera di consiglio. A processo per omicidio colposo plurimo, incendio colposo e lesioni il presidente del consiglio direttivo del Tiro a segno nazionale di Galceti, Gianluca Ciolini, e i cinque consiglieri Danilo Becchia, Fabio Poggini, Alessandro Santini, Gabriele Zuccaro e Aurelio Bottari, tutti difesi dagli avvocati Christian Vannucchi e Nicola Badiani. Prima udienza il 9 dicembre. Gianluca Ciolini è stato l’unico tra i sei imputati a chiedere il rito alternativo, avanzando la proposta di un patteggiamento a due anni: prima ha espresso parere contrario la procura, poi ha detto no il giudice. Nella tragedia morirono il direttore di tiro Gabriele Paoli, 67 anni, e un frequentatore, Alessio Lascialfari di 65. Ferito in modo molto grave l’istruttore di tiro Leandro De Simone, 46 anni, a lungo rimasto ricoverato al Centro ustioni dell’ospedale di Pisa. Ridotta la lista delle parti civili per effetto dei risarcimenti pagati dall’assicurazione. Restano in piedi solo due posizioni, quelle della moglie e della figlia di Lascialfari che si sono costituite, entrambe assistite dall’avvocato Marco Princi. I familiari di Paoli e De Simone erano assistiti rispettivamente dagli avvocati Enrico Guarducci e Cristina Meoni. Ad innescare l’incendio, secondo la ricostruzione, furono le tracce di polvere da sparo lasciate nelle postazioni di tiro e in particolare sulla linea da 50 metri, il punto esatto in cui si trovavano le vittime, una delle quali stava sparando utilizzando munizioni ricaricate autonomamente e perciò capaci di sprigionare lapilli incandescenti in misura maggiore rispetto alle munizioni confezionate.
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