Se prima era uno scontro d’idee e posizioni differenti, seppur acceso e spesso duro, ora la battaglia si fa più serrata e il terreno sempre più scivoloso. Durante il consiglio di amministrazione di Estra, che si è svolto ieri pomeriggio 15 ottobre a Siena, Alberto Irace, amministratore delegato di Alia si è dimesso dal ruolo di direttore generale di Estra (controllata al 40 percento proprio da alia), generando un vero e proprio terremoto all’interno della Multiutility. Dopo aver presentato l’andamento della gestione del gruppo, che segna nell’ultimo anno un +18% di investimenti e il raggiungimento del picco storico di 922.000 clienti, ha comunicato la propria decisione con toni durissimi: “Considerato il clima di crescente conflittualità tra i consiglieri di amministrazione della società- quello che si legge nella lettera di dimissioni firmata da Irace e indirizzata al Consiglio e ai componenti del Collegio sindacale di Estra- con particolare riferimento alle divergenze di opinioni sulla struttura di governance del gruppo Estra, nonché il perdurare di un costante atteggiamento ostruzionistico e non collaborativo teso a focalizzare l’attenzione del Consiglio unicamente su aspetti di mero formalismo amministrativo e non anche su obiettivi strategici condivisi nel Piano industriale, non ritengo sussistano, allo stato, le condizioni per assicurare il perseguimento degli obiettivi definiti nel Piano stesso. Per effetto di quanto sopra comunico, pertanto, le mie dimissioni con effetto immediato dalla carica di Direttore generale”. Parole che pesano e che costringono i soci alla necessità di un chiarimento rapido sulla governance e sugli obiettivi condivisi. La scelta, spiega Irace nella lettera, è stata maturata dopo mesi di confronto con i consiglieri di amministrazione della società riguardo proprio lo sviluppo della governance e la direzione da prendere. Sullo sfondo, le recenti divergenze contro Francesco Macrì (attualmente presidente esecutivo di Estra), come evidenziato anche durante l’audizione di quest’ultimo nella commissione consiliare controllo e garanzia del mese scorso quando – a chiedere chiarimenti- fu proprio lo stesso presidente della commissione Gianni Cenni. Le dimissioni di Irace arrivano però dopo quelle, presentate alcuni giorni fa, da Demetrio Mauro direttore finanziario della Multiutility da amministratore delegato di Estra energie, quando a pesare in modo insostenibile fu la vicenda del distaccamento del personale di Estra Energie ad Alia con il distacco funzionale -e forse anche fisico- di 200 dipendenti pratesi in area fiorentina. Insomma, una vera e propria polveriera in un momento nel quale il progetto non ha ingranato neppure la prima. All’orizzonte le sfide più complesse restano le stesse, su tutti la necessità di reperire le ingenti risorse necessarie a portare avanti gli investimenti. Irace, da sempre promotore della quotazione in borsa della società nata con l’obiettivo di unire tutti gli enti che si occupano di servizi come energia, acqua e rifiuti, potrebbe essersi sentito con le spalle al muro dopo i recenti passi indietro del Pd sul tema borsa e sulla partita (ancora tutta da giocare) sull’acqua. Estra precisa, inoltre, che le deleghe in capo al Direttore Generale sono tornate nella disponibilità dell’intero C.d.A. “Nel corso della prossima riunione del Consiglio di Amministrazione, che si terrà ad Arezzo il 18 ottobre 2024- si legge nella nota di Estra- si potrà eventualmente provvedere ad attribuire le suddette deleghe”. Dissidi interni e dubbi che rischiano di non trovare una soluzione in tempi rapidi e compromettere ulteriormente la ripresa dei lavori in programma per il prossimo 23 ottobre quando si terrà la nuova assemblea dei soci della Multiutility nella sede pratese di via Panziera.
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