Cambiano le regole per i cacciatori di Prato, Montemurlo e della Val di Bisenzio. Nei prossimi giorni i cinque Comuni entreranno nella “zona di restrizione 1” per la peste suina africana e scatterà lo stop alla caccia al cinghiale. Saranno consentiti soltanto gli interventi di controllo autorizzati, con regole molto rigide, destinati a limitare la diffusione del virus. Il provvedimento è stato deciso dopo i casi di positività riscontrati nella provincia di Pistoia. La peste suina africana, è bene ricordarlo, colpisce esclusivamente suini e cinghiali e non rappresenta alcun pericolo per l’uomo. Con l’ingresso nella zona di restrizione non sarà più possibile svolgere la normale attività venatoria al cinghiale. Gli abbattimenti potranno essere effettuati solo dalla polizia provinciale e da un numero limitato di cacciatori appositamente autorizzati, che dovranno seguire specifici corsi di formazione e rispettare rigorose misure di biosicurezza. Anche i cani impiegati nelle operazioni dovranno essere abilitati e utilizzati secondo le prescrizioni previste dalla normativa. Cambierà anche la gestione dei cinghiali abbattuti. Gli animali dovranno essere conferiti in appositi centri di raccolta autorizzati e non potranno essere spostati liberamente. Per questo il centro di sosta di Carmignano, pur esistente, non potrà essere utilizzato, perché si trova al di fuori dell’area sottoposta alle restrizioni.
“I cacciatori – spiega Marco Ciani, presidente di Federcaccia Prato – stanno dimostrando ancora una volta grande senso di responsabilità. Come associazioni ci siamo subito attivati per organizzare i corsi che consentiranno ai cacciatori di ottenere le abilitazioni necessarie per entrare a far parte delle piccole squadre autorizzate agli interventi di controllo. Anche i cani dovranno essere formati e certificati. Parallelamente stiamo cercando contributi economici per migliorare e attrezzare i centri di sosta, che avranno un ruolo fondamentale nella gestione dell’emergenza”.
Salvo modifiche legate all’evoluzione della situazione sanitaria, il regime di restrizione dovrebbe rimanere in vigore per circa un anno.
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