Si fa improvvisamente in salita la strada che dovrebbe portare alla realizzazione del cosiddetto “Oratorio dello Sport” di Chiesanuova, la maxistruttura sportiva progettata da un raggruppamento temporaneo d’impresa formato da una cordata di imprenditori riuniti nella Faipo srl e dall’Ac Prato. La Conferenza dei servizi ha infatti dato parere negativo al progetto da quasi 36 milioni di euro più Iva da realizzare nei 10 ettari di terreno di proprietà che si trova tra via della Pace, la tangenziale e il cimitero di Chiesanuova. A sancire la bocciatura sono stati, in particolare, i pareri negativi espressi da Arpat, che ha evidenziato criticità e non assolvimento delle prescrizioni espresse nei pareri precedenti, e da alcuni uffici del Comune (Servizio Energia e ambiente e servizio Urbanistica, transizione ecologica e Protezione civile in particolare). Altri uffici comunali hanno invece evidenziato criticità e carenze documentali e altri hanno dato un parere favorevole con condizioni, al pari dell’Asl. parere positivo, infine, è stato espresso da Genio Civile e Publiacqua.
A questo punto i proponenti hanno 10 giorni di tempo per presentare un ricorso con le proprie osservazioni, in assenza del quale la domanda verrà rigettata e sarà necessario ripartire con l’iter dall’inizio.
La bocciatura è dovuta in particolare a criticità legate all’assetto idrogeologico della zona, con particolare riferimento alla Vella. Il Comune aveva già imposto la realizzazione di una vasca d’espansione per garantire la sicurezza idraulica dell’area ma evidentemente questo non è stato ritenuto sufficiente, in particolare per l’uso che i proponenti volevano fare della vasca stessa.
Secondo il progetto i 24mila metri quadrati di area sportiva dovevano essere occupati da 14 campi da padel, cinque da tennis, due da calcio a 5/pallamano, 2 da calcetto, tre da calcio a 11 di cui due in copertura con capienza da 580 posti. Previste due arene con tribune: una da 900 posti per partite di calcio a 5/pallamano e l’altra da 800 posti per tennis/padel. A corredo c’era l’area commerciale con 2.500 mq per bar-ristoranti, vendita articoli sportivi e ambulatori medici, e l’area ricettiva, 3.700 mq dedicati a un edificio di 5 piani con 72 camere e un ristorante. Un progetto che, a questo punto, corre il rischio di stopparsi, dopo aver ricevuto nel giugno di due anni fa un primo via libera dal Consiglio comunale che aveva riconosciuto il criterio di pubblica utilità.
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