Si torna a parlare dello Stadio dell’Acqua di Iolo e lo si fa in commissione 3 e 5 riunite congiuntamente, con il sindaco Matteo Biffoni che ripercorre la storia del progetto rivendicando la scelta politica fatta a suo tempo, mentre il consigliere de L’Alternativa c’è Jonathan Targetti in una conferenza stampa prima della commissione torna a puntare il dito su costi (“saliranno a 23 milioni di euro”), tempi e approvazione. L’assessore allo Sport Enrico Romei invece guarda alla prossima variazione di bilancio: “Chi vuole la piscina sa come deve votare”.
BIFFONI RICOSTRUISCE L’ITER – Il sindaco Biffoni ha ripercorso l’intero percorso che ha portato alla scelta di realizzare un nuovo impianto a Iolo. “Si è discusso molto, ma male, manca la memoria storica”, ha detto, tornando indietro fino al 2014, quando la giunta iniziò a ragionare sulle condizioni degli impianti natatori cittadini. Prato aveva diverse piscine, ma restava la fragilità dell’impianto di via Roma, utilizzato per pallanuoto, nuoto sincronizzato e nuoto agonistico. Fu valutata anche la possibilità di realizzare una copertura, con una spesa di circa 8 milioni di euro, ma si sarebbe trattato, secondo il racconto di Biffoni, di una soluzione tampone.
Nel 2019, durante il secondo mandato, è arrivato il Covid e il percorso si è fermato. Poi è tornata l’emergenza legata agli impianti natatori e, insieme alle associazioni, ha preso forma l’idea di una nuova piscina a Iolo, inserita in una cittadella dello sport, accanto anche al campo da rugby, al calcio e al calcetto. Nel frattempo erano state valutate anche proposte di project financing, senza però arrivare a una proposta concreta. Il costo iniziale dell’intervento era stato stimato in 13 milioni di euro. Poi l’assessore Vannucci ha intercettato l’opportunità del Pnrr, con un finanziamento di 6,5 milioni di euro. Il passaggio successivo, però, è quello che oggi pesa maggiormente sulla vicenda. Biffoni ha ricordato di aver lasciato l’amministrazione nel marzo 2024 con la convinzione che il progetto fosse ormai a posto. «A marzo 2024 ho lasciato con la convinzione che tutto fosse a posto, invece di 15 se ne spendevano 9 milioni e che il cerchio venisse chiuso. Così non è stato. Ho fiducia nei tecnici. È un fatto grave perdere i contributi, ora ci affidiamo all’ufficio legale per eventuali azioni legali coinvolgendo tutti i soggetti coinvolti. Quando si perdono contributi Pnrr partono gli accertamenti della Corte dei Conti, verrà fatta una relazione con percorso fatto e responsabilità. Io un’idea me la sono fatta”.
IL PROGETTO VA AVANTI – Il sindaco ha poi ribadito come la perdita del contributo Pnrr non fermerà l’iter di realizzazione dell’infrastruttura sportiva: “A fronte della revoca del contributo ministeriale, siamo dovuti ritornare al piano strategico e al progetto principale di realizzare la nuova piscina, che è quello che fin dall’inizio avevamo. L’impegno della Giunta e la scelta politica non cambiano: Prato avrà il suo nuovo polo natatorio a Iolo, una struttura moderna, efficiente e sostenibile al servizio dell’intera città e delle società sportive. Il nuovo impianto consentirà inoltre di riqualificare la piscina di via Roma, restituendole la sua vocazione originaria di parco acquatico estivo. Certo, speravamo che il percorso fosse già nella fase conclusiva secondo il cronoprogramma iniziale”, ha concluso Biffoni.
LE POSIZIONI DEI CONSIGLIERI – Nel dibattito è intervenuto anche Claudio Belgiorno (Futuro Nazionale), chiedendo di fare chiarezza anche sul periodo della giunta Bugetti e le eventuali responsabilità: “L’Avvocatura del Comune – ha chiesto Belgiorno – dovrà in breve tempo individuare chi ha sbagliato e chi pagherà per questo danno erariale. Secondo la ricostruzione presentata in commissione, il ritardo è avvenuto anche a causa dell’immobilismo durante la Giunta Bugetti. Abbiamo chiesto dei ristori per le società sportive per i danni subiti e per l’attesa degli anni che ci vorranno per costruire l’impianto”. La consigliera Elena Ganugi (FdI) + invece intervenuta per avere chiarimenti tecnici sui costi energetici e la gestione e Cristina Attucci (FdI) su come recuperare il danno, visto che il Comune si è dichiarato parte lesa e i lavori proseguiranno con la stessa società coinvolta.. Dai banchi della maggioranza Carla Guerrini (Pd) e Edoardo Carli (Pd) per difendere le scelte di andare avanti con il progetto. Mentre i due presidenti di commissione Luca Vannucci (Biffoni sindaco) e Pasquale Palumbo (Casa riformista) hanno ribadito l’importanza dell’ opera per la città.
TARGETTI LANCIA L’ALLARME – Prima della commissione il consigliere Jonathan Targetti aveva contestato nuovamente tempi, costi e modalità con cui il Comune è arrivato all’approvazione del progetto. “Per aprire non basteranno 23 milioni e 4 anni di cantiere. Ennesima scelta folle e irresponsabile. Il Comune ha approvato in 24 ore quello che solitamente necessita mesi di iter. Numerose inutili forzature per tentare di evitare il danno erariale”.
Targetti ha richiamato anche gli esiti della verifica del progetto: “Il 30 luglio 2026 il RTI Inarcheck/NO GAP Controls, organismo incaricato della verifica, aveva dichiarato il progetto non conforme su cinque requisiti, con rilievi sulla completezza del quadro economico, sul rischio di varianti e sulla possibilità di completare l’opera nei tempi previsti. Le osservazioni riguardavano anche fondazioni, copertura, tribune e prescrizioni dei vigili del fuoco”. Secondo le stime riportate da Targetti, il costo complessivo per arrivare a una piscina funzionante potrebbe arrivare tra 21,6 e 23,5 milioni di euro, mentre i tempi potrebbero allungarsi di 18-24 mesi rispetto alla scadenza inizialmente indicata di luglio 2028.
LA STRUTTURA – Il progetto prevede al piano terra la vasca, gli spogliatoi, l’ingresso del pubblico, la zona ristoro, gli spogliatoi del personale, i depositi e gli ambienti a supporto dell’attività. La vasca sarà lunga 51,50 metri, con un ponte mobile che consentirà di creare due vasche da 25 metri. Sono previste dieci corsie e una profondità di 2,50 metri. La struttura avrà 888 posti, di cui 9 per persone con disabilità. Nel piano interrato sono previsti gli ambienti tecnici legati alla gestione della piscina.
Per quanto riguarda la viabilità e i parcheggi Biffoni ha spiegato che tutta l’area sarà interessata da un cambio dovuto al nuovo impianto.
a.a.
Riproduzione vietata