Torna in primo piano il tema della mobilità in Val di Bisenzio. Sono il presidente della Provincia e i sindaci di Prato, Vaiano, Vernio e Cantagallo a sollecitare la Regione affinché la fase di programmazione passi allo step successivo, vale a dire la realizzazione. Insomma, gli amministratori del territorio spingono sull’acceleratore affinché gli interventi previsti comincino a trasformarsi in realtà; si parla, in prima battuta, di potenziamento ferroviario e di barriere di sicurezza.
Una lettera è stata inviata alla Regione; destinatari il presidente, Eugenio Giani, e l’assessore alle Infrastrutture, Filippo Boni. Precisa la richiesta: “Dare piena attuazione al percorso finora condiviso, dare gambe a quanto programmato consolidando le basi operative del lavoro fino a oggi svolto”. Precisa anche la scadenza: “Programmare a settembre un nuovo e approfondito incontro”.
Inutile ricordare quanto la Sr 325 sia strategica nel sistema di mobilità dell’area pratese e per i collegamenti tra Toscana ed Emilia Romagna, snodo assolutamente centrale anche per il sistema infrastrutturale regionale e nazionale. Da qui la necessità di stringere i tempi, di entrare subito nella fase più operativa per dare una soluzione ai tanti disagi che caratterizzano la strada in caso di incidenti, congestione del traffico e dissesto idrogeologico, eventi che, quando si verificano, bloccano pressoché totalmente la percorribilità. “Eventi che – dicono il presidente della Provincie e i sindaci – rendono ormai non più rinviabili interventi strutturali per garantire sicurezza, continuità dei collegamenti e sviluppo del territorio”.
Nel dettaglio, tra le richieste avanzate alla Regione, figurano il potenziamento della linea ferroviaria Prato-Bologna: più corse, nuove fermate, maggiore integrazione con il trasporto su gomma, misure di sostegno per ridurrei costi del trasporto pubblico per i residenti delle aree montane. Altro capitolo riguarda il finanziamento degli interventi di messa in sicurezza della Sr 325, a partire dal tratto ‘le Coste’ con il completamento delle opere di protezione e delle barriere di sicurezza, il miglioramento della fluidità della circolazione e l’avvio della progettazione del bypass interrato. Infine: interventi sulla viabilità secondaria per renderla funzionale all’uso in caso di interruzione della strada principale.
C’è poi un orizzonte più lontano, ma neanche tanto: sviluppare un sistema integrato della mobilità con potenziamento della Direttissima, progettare la variante interrata tra Vaiano e Prato, risolvere lo snodo di Santa Lucia, studiare un collegamento tra la Val di Bisenzio e l’autostrada A1, interventi a sostegno della logistica ferroviaria delle merci con la costruzione di un hub intermodale.
La richiesta degli amministratori è anche quella di una condivisione degli studi, delle scelte e delle progettazione con categorie economiche, organizzazioni sindacali e cittadini e che, per le opere di rilevanza nazionale, ci sia il coinvolgimento del Governo e, in particolare, del ministero delle Infrastrutture.
“La mobilità della Val di Bisenzio non è solo una questione locale – viene ribadito – ma una sfida strategica per la competitività dell’intera area pratese e oltre. La Regione condivida con il nostro territorio – concludono gli amministratori – un percorso concreto con tempi certi e risorse adeguate in modo che le opere prioritarie possano finalmente diventare realtà”.
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