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Sovraffollamento nelle case del centro storico, il Comune vuole mappare le abitazioni. E l’assessore Cecchini pensa a incentivi per i giovani che ci prendono la residenza


In Commissione 2 l'assessore ha presentato le linee che caratterizzeranno il suo mandato. Il censimento dovrà anche spiegare i motivi per cui tanti immobili restano sfitti. Tra le questioni da affrontare quella dei fondi commerciali trasformati in abitazioni


Alessandra Agrati


Una mappatura dettagliata delle abitazioni del centro storico per conoscere la reale situazione del patrimonio immobiliare e affrontare il problema del sovraffollamento. È una delle linee d’azione annunciate dall’assessore al Centro storico, Maria Rita Cecchini, durante la commissione consiliare 2. Un tema tornato al centro dell’attenzione dopo l’incendio scoppiato all’alba del primo luglio in un appartamento di via San Giorgio, dove vivevano dieci persone, facendo emergere ancora una volta le criticità legate alle condizioni abitative nel cuore della città. L’obiettivo dell’amministrazione è censire gli immobili per capire quali siano effettivamente abitati, quali risultino sfitti e quali, pur essendo utilizzati come abitazioni, siano stati ricavati da locali che non possiedono i requisiti, anche igienico-sanitari, per la destinazione residenziale. “Noi non possiamo forzare la mano sugli affitti, ma possiamo avere una visione di quello che c’è”, ha spiegato Cecchini. L’assessora ha quindi rivolto anche un appello ai proprietari di immobili, invitandoli a guardare non soltanto al proprio interesse economico ma anche a quello della città.
La mappatura servirà anche a comprendere perché molti immobili restino vuoti: se si tratta di una scelta dei proprietari oppure della necessità di effettuare interventi di riqualificazione, ad esempio sugli impianti. Secondo l’assessore, una parte del patrimonio immobiliare versa in condizioni di degrado ma continua comunque a essere affittata, spesso non a nuclei familiari bensì a singoli occupanti, con il rischio che gli alloggi finiscano poi per ospitare un numero di persone superiore a quello adeguato. Un altro nodo riguarda i locali al piano terra, spesso ex fondi commerciali trasformati in abitazioni. “C’è la volontà di tornare indietro rispetto a queste situazioni”, ha affermato Cecchini, lasciando intendere la necessità di rivedere questo fenomeno nell’ambito delle future politiche urbanistiche T.ra le strategie per riportare equilibrio nel centro storico c’è anche quella di favorire l’insediamento dei giovani. L’ipotesi allo studio è quella di prevedere incentivi per chi sceglie di trasferire la residenza nel cuore della città. “Dobbiamo tenere vivo il centro mantenendo l’equilibrio con le politiche dell’abitare”, ha concluso l’assessora, sottolineando come una maggiore presenza di giovani possa contribuire a rivitalizzare il centro storico, conciliando la funzione residenziale con le attività economiche e della vita serale.


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