I più recenti casi risolti con il loro uso riguardano l’autore degli scarichi abusivi dei rifiuti a Comeana, con conseguente denuncia penale, e il responsabile dei danni all’autovelox sulla Statale: è un sistema diffuso di vigilanza elettronica quello “costruito” dal Comune di Carmignano nelle piazze, strade e frazioni. Le ultime telecamere sono state installate nella zona industriale di Comeana e ancora a Santa Cristina a Mezzana e portano a 37 le postazioni di videosorveglianza e ad un totale di 51 gli “occhi digitali” che “sorvegliano” il territorio comunale. Un investimento in sicurezza messo a disposizione di tutte le forze di polizia (“è collegato con le loro centrali”, annota il comandante della Municipale Rolando Palagini) che per loro attività vi fanno frequente ricorso e che ha permesso di venire a capo anche di gravi fatti di sangue: l’omicidio avvenuto a Seano nel febbraio scorso e quello accaduto a Comeana tre anni prima.
Una rete distribuita in zone sensibili del territorio di Carmignano, con una particolare attenzione riservata nella distribuzione e nel posizionamento per le aree industriali del fondovalle (impiegate soprattutto nell’opera di controllo e di rilevamento degli smaltimenti illegali di rifiuti) e per gli abitati che compongono il Comune del Montalbano: ad Artimino le postazioni sono quattro, a Carmignano e nelle altre frazioni sono state installate anche nei pressi degli edifici scolastici, ponti e snodi della viabilità sono “visionati” da questi apparati ottici, così come piazze e giardini. Una macchina di “sorveglianza” che non si ferma qui. Dice infatti il sindaco Edoardo Prestanti: “Continueremo anche il prossimo anno a mettere telecamere nei punti che più riteniamo necessari per la tranquillità dei cittadini. Sono un utile strumento, di dissuasione e per scoprire chi si macchia di reati o compie azioni che violano norme o arrecano ferite alla civile convivenza. Senza considerare la percezione, fattore importante, di maggiore sicurezza”.
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