Dopo sette anni di cantiere la riqualificazione del Bastione delle Forche e della palazzina ottocentesca è finalmente pronta. E dopo nove anni arriva al traguardo anche il recupero di Palazzo Pacchiani. Due interventi , entrambi nati durante la prima giunta Biffoni, con lo stesso obiettivo: recuperare patrimonio pubblico, creare nuovi spazi per gli uffici comunali e ridurre il peso degli immobili in affitto.
Al Bastione delle Forche (vedi foto) il cantiere è ormai concluso e in questi giorni sono state smontate le ultime strutture di servizio. Ora, terminata la parte edilizia, si apre la fase della destinazione degli spazi. “Una delle ipotesi – spiega l’assessore al Patrimonio Gabriele Alberti – è trasferire qui gli uffici dello sport, che avrebbero a disposizione dodici stanze. Abbiamo già stanziato 15 mila euro per gli arredi dei locali”. Il Bastione ospiterà anche una caffetteria, una funzione già prevista nel progetto di recupero e che riprende un’esperienza che in passato aveva avuto successo prima della riqualificazione dell’intero complesso: “Stiamo preparando il bando per l’assegnazione”. L’assessore interviene anche sul confronto nato in primavera dopo la rimozione delle impalcature, quando la nuova struttura del Bastione delle Forche era stata associata al cosiddetto “cubo nero” realizzato a Firenze al posto del Teatro Comunale, temendo un impatto simile sulal skyline del Bisenzio. “Non abbiamo ricevuto sollecitazioni negative da parte della Soprintendenza”, precisa Alberti.
Il progetto del Bastione delle Forche risale al 2019 ed è stato finanziato nell’ambito dei fondi Priu per la riqualificazione urbana. A giugno di quell’anno la giunta approvò il progetto definitivo, mentre a novembre arrivò il via libera all’esecutivo. Nel 2018 il progetto venne rielaborato per recepire le prescrizioni richieste. Nel settembre 2019 l’appalto fu aggiudicato al raggruppamento guidato da Vespignani, con un ribasso del 39,14% e un importo di circa 1,6 milioni di euro oltre Iva. Il contratto venne firmato il 13 dicembre 2019, poco prima che la pandemia modificasse il calendario di tutti i cantieri. Negli anni successivi il percorso è stato segnato da varianti e proroghe. Alla fine del 2023 è stata approvata una perizia suppletiva con una maggiore spesa di oltre 380 mila euro, poi corretta nel maggio 2024 per un errore sugli impianti meccanici, portando l’incremento complessivo vicino ai 400 mila euro e il costo dell’intervento a sfiorare i 2 milioni.
Diverso il percorso di Palazzo Pacchiani, che arriva al termine dopo nove anni. Una parte dell’intervento era già stata completata con la consegna del nuovo dormitorio, mentre ora sono pronti anche gli spazi destinati agli uffici.
“Anche in questo caso stiamo valutando quale sia la soluzione migliore confrontandoci con i vari settori – spiega Alberti –. L’ipotesi principale è quella di trasferire l’Urbanistica, lasciando così gli spazi di via Giotto dove il Comune è attualmente in affitto e lo Sviluppo economico che lascerebbe posto al Ced attualmente in Santa Caterina. Gli spazi che si liberano potrebbero essere destinati all’assessorato della cultura a Manifatture Digitali e a uno sportello per il Parco urbano.”. Tra le possibilità allo studio c’è anche il ritorno dell’Urp della Polizia locale (che in un primo tempo era previsto in piazza dell’ Università” e la creazione di uno sportello collegato alle funzioni del Parco urbano.
L’amministrazione guarda intanto anche agli altri edifici storici. Per il palazzo delle Logge si valuta il recupero dell’ultimo piano per ospitare nuove funzioni. “È uno spazio molto ampio all’interno di un palazzo storico – conclude Alberti –. Potrebbe accogliere funzioni importanti, come quelle legate al turismo. Nel bilancio di previsione 2026-2028 abbiamo stanziato 15 milioni di euro proprio per la valorizzazione dei palazzi storici”.
Sempre alle Logge è in preparazione il nuovo bando per la gestione del bar. ” Lo stiamo predisponendo insieme all’assessore Squittieri – spiega Alberti –. Poi sarà sottoposto alla Soprintendenza e successivamente pubblicato. I tempi sono comunque stretti”.
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