La Provincia di Prato ha definito il piano di assegnazione degli spazi per le scuole superiori in vista dell’anno scolastico 2026-2027. Un lavoro costruito sulla base delle iscrizioni e del numero di classi assegnate dall’Ufficio scolastico provinciale, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze organizzative dei vari istituti. Un piano che tiene conto anche dell’aumento delle classi registrato in quattro scuole: il Gramsci-Keynes passa da 86 a 89 classi, il Marconi da 52 a 56, il liceo Brunelleschi da 41 a 43 e il Cicognini-Rodari da 49 a 52. Nel dettaglio, al Dagomari vengono confermate la succursale di via Reggiana, la cosiddetta “scuola di legno”, e le aule del primo piano del Centro Ventrone. Il Livi-Brunelleschi manterrà la sede di Palazzo Vestri, in piazza Duomo. Al Brunelleschi restano la succursale di via Napoli a Montemurlo e le tre aule all’interno della scuola primaria Anna Frank di Oste. Il Gramsci-Keynes avrà a disposizione le undici aule del “Rodarino” di via Galcianese, mentre il Marconi ottiene la nuova succursale di via Galcianese. Al Cicognini-Rodari viene assegnata un’aula al primo piano del corpo didattico del Marconi, sede del Rodari Musicale. Per tutti gli altri istituti vengono confermate le attuali collocazioni.
“L’assegnazione degli spazi scolastici è il risultato di un importante lavoro di confronto e di sintesi svolto insieme ai dirigenti scolastici, con l’obiettivo di trovare le soluzioni più adeguate alle esigenze di ogni istituto – dichiara il presidente della Provincia Simone Calamai –. Sappiamo che il tema dell’edilizia scolastica nel nostro territorio è ancora in evoluzione e che nei prossimi mesi potranno aggiungersi nuovi spazi a disposizione delle scuole. Nonostante questo, con il patrimonio edilizio attualmente disponibile siamo riusciti a garantire un’organizzazione che consente a tutti gli istituti di iniziare l’anno scolastico nelle migliori condizioni”.
Parole che però non bastano a spegnere le perplessità dei dirigenti scolastici, molti dei quali, pur apprezzando lo sforzo della Provincia, evidenziano come le criticità siano tutt’altro che risolte.
Il più critico è il dirigente del Cicognini-Rodari Mario Di Carlo. “Avevo chiesto tre aule e me ne hanno assegnata una, che del resto era già di appartenenza della scuola. Nella sede di via Baldanzi ho dovuto ristrutturare un’aula a spese della scuola per adattarla ai ragazzi con disabilità, inoltre nell’unica rimasta ci piove. Non hanno neppure assegnato risorse per rifare il tetto del Rodari in via Galcianese e neppure per l’auditorium del Musicale. Le famiglie degli studenti del Cicognini-Rodari sono la Cenerentola delle scuole superiori”.
Anche il dirigente del Gramsci-Keynes Stefano Pollini esprime forti perplessità. “L’assegnazione del Rodarino ci complica ancora una volta l’organizzazione scolastica. È una sede disagevole per noi che abbiamo anche molti studenti con disabilità che qui non possono andare. Porteremo il biennio di Scienze applicate e quattro classi del Turismo”. Pollini spiega inoltre di aver rinunciato alla proposta della Provincia di utilizzare la futura succursale del Copernico a partire da gennaio: “Un trasloco in corso d’anno è deleterio, oltre al fatto che sarebbe un luogo difficile da raggiungere anche per gli insegnanti”.
Pur essendo l’istituto che ottiene il maggior numero di nuovi spazi, il Marconi continua a fare i conti con una situazione complicata. “Nonostante questi spazi ho ancora sei classi che non hanno aule e ho dovuto sacrificare i laboratori”, afferma il dirigente Paolo Cipriani. Resta poi il nodo delle palestre: “Spero che fino a gennaio la Provincia ci conceda il servizio bus per andare in via Roma, visto che il polo delle palestre di via Galcianese verrà consegnato nel 2027. Intanto una classe continua a fare ginnastica in giardino”.
Più soddisfatta Maria Grazia Ciambellotti, dirigente del Livi-Brunelleschi, che accoglie con favore la conferma della sede di Palazzo Vestri. “Per fortuna ci è stata riassegnata la sede di piazza Duomo, facilmente raggiungibile da via Marini”. Restano però i problemi legati alla palestra: “Da settembre faremo lezione per cinque giorni, quindi niente sabato quando avevamo a disposizione quella del Convitto. Ora chiederemo di andare in via Roma, ma ovviamente è un grosso disagio”. A questo si aggiunge la mancanza di personale specializzato: “Ci mancano dodici insegnanti di italiano per stranieri. Non ce ne hanno assegnato nemmeno uno nonostante in molte classi abbiamo superato il 30% di alunni stranieri”.
La partita, però, non è ancora chiusa. Resta infatti da assegnare la nuova succursale del Liceo Copernico. Il dirigente Luca Borgioli spera che una parte dei nuovi spazi venga destinata al suo istituto, che continua a fare i conti con la mancanza di locali dedicati all’inclusione. Una decisione attesa che potrebbe ridisegnare ancora una volta la geografia degli spazi delle scuole superiori pratesi. Da capire l’eventuale coinquilino disposto a spostarsi a metà anno.
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