Dalla riapertura delle scuole dopo le vacanze di Natale sembra essersi diffusa una vera e propria “epidemia” che colpisce gli impianti di riscaldamento: aule gelide, caldaie non adeguate, pompe che si rompono. Ma la responsabilità non è certo delle temperature rigide. «Le caldaie sono progettate per funzionare anche con il freddo intenso», chiarisce Gabriele Giusti, presidente dei termoidraulici manutentori di Confartigianato Prato. I guasti, spiega Giusti, possono capitare, ma in questo caso il problema sembra essere legato soprattutto alla gestione e alla manutenzione degli impianti, troppo spesso improntate al semplice “rattoppo”. A questo si aggiunge la presenza di sistemi ormai obsoleti, per i quali reperire i pezzi di ricambio richiede tempi lunghi e costi elevati. «Le aziende – sottolinea – non tengono più magazzini. Spesso bisogna rintracciare componenti che risalgono a molti anni fa». Giusti pone inoltre l’accento sul tema del comfort degli studenti. «Con una gestione corretta degli impianti si può modulare il calore non solo all’interno dello stesso edificio, ma anche in base alla stagione. Succede spesso che ad aprile i ragazzi tengano le finestre aperte o vadano in maniche corte per il caldo, mentre a gennaio soffrono il freddo». Gli interventi tampone, oltre a non risolvere il problema, finiscono per incidere anche sui costi nel lungo periodo: ci sono scuole che vengono sistematicamente interessate dagli stessi interventi. «Le alternative- secondo Giusti esistono: ci sono bandi per l’adeguamento degli impianti tecnologici, come quelli legati al 3.0, che consentono una regolazione più efficiente delle temperature. Sono investimenti iniziali importanti, ma che si ammortizzano nel tempo». Intanto, dalla ripresa delle lezioni, si sono registrati problemi in numerosi istituti: il Convitto Cicognini, il liceo classico di via Baldanzi, il Rodarino, la scuola di Legno, il Brunelleschi (sede centrale), le scuole secondarie Zipoli e l’istituto comprensivo Mascagni. Un numero decisamente elevato di casi, concentrati nello stesso periodo, che riguarda scuole gestite da enti diversi: le superiori dalla Provincia, gli istituti comprensivi dal Comune.
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