L’anno scolastico non è ancora concluso, ma lo sguardo è già rivolto a settembre, tra la formazione delle nuove classi e, ancora una volta, il nodo dei tagli al personale. A lanciare l’allarme è la Flc Cgil, preoccupata per la composizione del nuovo organico provinciale, che dovrà fare i conti con i numeri diffusi dal Ministero del Merito: a livello nazionale sono previsti 134 posti in più nell’organico di diritto, ma ben 1.407 in meno nel potenziamento, ambito in cui rientra anche l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri (classe A023). Secondo le stime del sindacato, alla provincia di Prato sarà assegnato un solo posto per il sostegno, a fronte delle circa 500 cattedre coperte lo scorso anno da personale precario. Sul fronte del potenziamento, e in particolare dell’insegnamento dell’italiano agli stranieri, si profila invece una riduzione rispetto all’anno precedente: 10 posti in meno alle scuole superiori e 2 alle medie. Nell’anno in corso erano state assegnate complessivamente 12 cattedre di ruolo.
“Di fatto – spiega la segretaria Vincenza Tavormina – in queste scelte non si sostiene l’inclusione e neppure c’è attenzione per la disabilità. Non si garantisce a tutti il diritto fondamentale dell’ istruzione. Le famiglie degli studenti con il sostegno non avranno garantito la continuità didattica mentre i lavoratori resteranno in una condizione di precarietà. Per quanto riguarda gli stranieri, che non sono solo di nazionalità cinese, con questi numeri non si riesce a combattere il grosso problema della dispersione scolastica dopo i 16 anni”.
Sulla stessa lunghezza d’onde Luigi Rocca della Uil: “Pur riconoscendo alcuni elementi di attenzione, come il lieve incremento dei posti di sostegno, non possiamo non evidenziare come l’intero impianto continui a rispondere più a logiche finanziarie che a reali esigenze del sistema di istruzione”
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