Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato che visiterà le scuole pratesi in autunno, per approfondire direttamente l’emergenza legata all’integrazione scolastica degli alunni stranieri. L’impegno è arrivato in un contesto informale ma significativo: durante la presentazione del suo libro “La rivoluzione del buon senso” al Caffè della Versiliana. A sollecitare il confronto sono state due insegnanti pratesi, Dania Melani e Fiora Livi, che hanno colto l’occasione per consegnargli la petizione online “Emergenza scuola a Prato: occorre un piano straordinario!”, firmata da 1.350 cittadini. A fare da tramite, la deputata della Lega Elisa Montemagni.
Nel documento, si chiedono interventi urgenti e mirati: più docenti specializzati in italiano come lingua seconda, facilitatori linguistici aggiuntivi, classi di accoglienza temporanee per i nuovi arrivati, mediatori culturali stabili, laboratori per piccoli gruppi e una distribuzione più equilibrata degli alunni non italofoni sul territorio, per evitare la concentrazione in cosiddette “scuole ghetto”.
“Il ministro – ha raccontato Dania Melani – si è mostrato subito attento e interessato. Conosceva già i dati nazionali, ma ha detto di voler approfondire la realtà specifica di Prato”.
Una realtà che, numeri alla mano, è molto al di sopra della media italiana. Nella città toscana, gli studenti stranieri rappresentano circa il 30% della popolazione scolastica, il dato più alto del Paese. In alcune classi si superano punte dell’80%. Ancora più preoccupanti i tassi di dispersione scolastica: il 49,5% in media, con picchi che sfiorano il 74% tra gli studenti di origine cinese.
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