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Scuola dell’infanzia Poggio alla Malva, un coro di no contro la chiusura chiesta dai genitori


Amministrazione comunale, residenti e parte delle opposizioni favorevoli a mantenere il servizio che è anche un presidio per il territorio


Alessandra Agrati


La proposta dei genitori dei bimbi che frequentano la scuola dell’infanzia di Poggio alla Malva (leggi) di chiudere la struttura e spostare l’attività al plesso di Comeana, non piace ai residenti che hanno scritto al sindaco per chiedere di mantenerla aperta, non trova del resto neppure il favore dell’amministrazione comunale e neppure di una parte dell’opposizione .
”La decisione sull’apertura o chiusura di una scuola spetta allo Stato- scrive in una nota Edoardo Prestanti – che nel caso specifico provveditorato e dirigente scolastico hanno ritenuto possibile l’apertura della scuola dell’infanzia di Poggio alla Malva. L’Amministrazione comunale si è attivata per rispondere, sulla base delle nostre competenze, per sostenere la scuola tramite tre impegni distinti: la realizzazione di laboratori didattici che possano affiancare e sostenere, previa condivisione con gli organi scolastici, il personale didattico nello svolgimento delle proprie funzioni e in caso di assenza, permettere ai bambini la fruizione di un percorso extrascolastico ma didattico; ci siamo impegnati anche nell’esecuzione di tutti gli interventi e lavori manutentivi necessari, di natura ordinaria e straordinaria, sulla base delle criticità indicateci dalla scuola; sul trasporto pubblico si sta valutando la gestione diretta e non tramite Autolinee Toscane, che ad oggi lo gestisce, del trasporto scolastico”.

Posizione condivisa anche dai residenti che hanno consegnato nelle mani del primo cittadino una lettera, firmata da 185 abitanti, in cui si ribadisce che “il nostro paese sostiene con forza la proposta da voi avanzata e vi prega di fare il possibile affinché una struttura tanto preziosa come l’asilo di Poggio alla Malva , unanimemente considerata un’eccellenza , non venga lasciata al degrado e all’ abbandono, non venga né chiusa nè spostata, ma anzi valorizzata, difesa e tutela in ogni sede con la massima determinazione e protetta dai tentativi di scrivere una storia che metta il nostro paese ancora di più ai margini del territorio” .
Sulla questione è invece divisa la minoranza consiliare: “Arriviamo oggi ad un crocevia fondamentale dove anche la politica deve trovare il coraggio e il dovere di esprimersi sul futuro degli asili- commenta il consigliere di Fdi Giovanni Sardi – Per questo chiediamo all’amministrazione di Carmignano ed al Sindaco di mettere a disposizione dell’asilo di Poggio alla Malva tutte le risorse di bilancio disponibili e necessarie per superare le criticità emerse e di farlo in modo celere. Riteniamo sconsiderato e privo di utilità spendere diverse decine di migliaia di euro del bilancio pubblico per costruire una nuova aula nella scuola primaria di Comeana per trasferirvi i bambini di Poggio alla Malva”.

“Lo spostamento a Comeana – dice invece Belinda Guazzini per Senso Civico -permetterebbe anche la probabile formazione di una seconda sezione, viste le sollecitazioni provenienti dal territorio che però non trovano, per più motivi, una soluzione gradita a Poggio alla Malva, per cui le famiglie optano per l’asilo privato o altre scuole esistenti nel territorio circostante. Ci preme in ogni caso sottolineare che per noi è davvero incomprensibile che non si tenga conto delle necessità delle famiglie e dei bambini, involontari protagonisti di questa vicenda. Ci risulta anche che la scuola di Comeana necessiti essenzialmente di lavori di rifinitura, ad esempio della sistemazione dei bagni. Provvederemo al più presto a chiedere documentazione ed informazioni sul punto perché, se così fosse, parlare dell’esborso di decine di migliaia di euro ci parrebbe fuorviante”.

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