La scuola comincia oggi , ma non per tutti allo stesso modo. A Prato molti alunni con disabilità si presentano in classe senza il supporto degli assistenti all’autonomia e alla comunicazione, figure che dovrebbero affiancarli nello studio e fare da mediazione tra scuola e famiglia. Per gli studenti con disabilità grave il servizio sarà attivo solo tra tre settimane, per gli altri addirittura dal 15 ottobre. «È una discriminazione inaccettabile, i nostri figli non possono aspettare i tempi della burocrazia» denunciano le associazioni Orizzonte Autismo, Progetto Futuro, L’Occasione, Associazione Italiana Persone Down, Il Geranio Modi di Essere e il Gruppo Genitori del Giovannini.
L’attivazione del servizio dipende dala Società della Salute, che stipula le convenzioni con le cooperative incaricate di fornire gli educatori. È da queste convenzioni che dipendono le nomine degli assistenti, ma ad oggi non sono arrivate spiegazioni chiare sui motivi dei ritardi. Le famiglie parlano di diritti calpestati e ricordano che la Corte Costituzionale, con la sentenza 275 del 2016, ha sancito il diritto allo studio come inviolabile e superiore a qualsiasi esigenza organizzativa o di bilancio.
Anche gli operatori delle cooperative, già impiegati con contratti precari, resteranno senza stipendio nelle settimane di ritardo: «Non è solo un danno per gli studenti e le famiglie, ma anche per chi lavora con professionalità e dedizione e viene lasciato senza tutele».
Le famiglie chiedono che la Società della Salute assuma un atteggiamento più chiaro e trasparente, spiegando i motivi dei ritardi e indicando soluzioni immediate. Chiedono inoltre il ripristino del servizio per tutti gli studenti con disabilità fin dal primo giorno di scuola e garanzie di continuità e stabilità, perché non è accettabile che ogni anno l’avvio sia segnato da incertezze e rinvii. «Il diritto allo studio deve valere per tutti, senza eccezioni» ribadiscono le associazioni, sollecitando risposte concrete e non solo promesse.
Riproduzione vietata