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Scuola, a Prato sessanta docenti e sessantasette Ata stabilizzati: ma il precariato resta la regola


In provincia 1.209 insegnanti di sostegno per 1.500 studenti certificati, ma il 61% dei posti resta affidato a precari. Per il personale Ata solo 67 assunzioni a tempo indeterminato su 193 posti necessari


Alessandra Agrati


Per il prossimo anno scolastico saranno sessanta i docenti che verranno stabilizzati nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Prato. A questi si aggiungono cinque educatori destinati al Convitto Cicognini. Sul fronte del personale Ata, le assunzioni a tempo indeterminato saranno invece sessantasette di cui quarantanove collaboratori scolastici, quindici amministrativi, due tecnici e un infermiere. Restano inoltre otto sedi vacanti per i Dsga, i direttori dei servizi generali e amministrativi. I posti potranno essere coperti attraverso la graduatoria regionale, che complessivamente mette a ruolo qurantacinque unità. Saranno i candidati a scegliere le sedi disponibili; quelle che resteranno scoperte verranno successivamente assegnate a tempo determinato. È il lato positivo del quadro tracciato dalla Flc Cgil. L’altra faccia della medaglia è però rappresentata dalla precarietà, particolarmente evidente tra il personale Ata: dei 193 posti necessari per garantire il funzionamento della macchina scolastica, soltanto 67 saranno coperti con assunzioni a tempo indeterminato, mentre 126 resteranno affidati a personale precario.
Una situazione che si ripropone anche sul sostegno. Secondo i dati dell’Ufficio scolastico, gli studenti pratesi con certificazione sono circa 1.500 e per loro sono necessari 1.209 insegnanti di sostegno. I docenti di ruolo saranno 466, mentre 743, pari al 61 per cento, saranno precari.
“Ancora una volta – spiega la segretaria Vincenza Tavormina – la scuola si regge sul precariato, il servizio viene garantito ma a scapito di contratti deboli, precari. Un fenomeno trasversale a tutti i comparti della scuola che va avanti da anni. Ad esempio, per il sostegno da una parte l’Ufficio scolastico certifica la necessità di avere oltre mille docenti, ma di fatto non investe nella loro stabilizzazione”. A tutto questo si aggiunge il problema del potenziamento della lingua italiana per gli studenti stranieri: quest’anno ci sono dieci posti in meno nelle superiori per quanto riguarda i posti di ruolo. “In estremis l’ufficio scolastico – spiega Tavormina – ha tambonato con 11 cattedre a tempo determinato, che tra l’altro saranno appoggiate al Cipia e da lì saranno smistati. Ancora una volta si preferisce la precarietà alal stabilità”

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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