Quasi il 46% dei macchinari delle strutture della Asl Toscana Centro ha più di dieci anni, il dato più alto tra le aziende sanitarie italiane che assistono oltre 700mila utenti, secondo la valutazione di Agenas. Il risultato, riportato anche dai media, solleva interrogativi sulla spesa e sulla gestione della sanità regionale.
Dania Melani, responsabile del dipartimento sanità di Fratelli d’Italia e candidata alle ultime elezioni regionali, evidenzia come il dato sia particolarmente preoccupante per l’area pratese. “Per una tomoscintigrafia a Prato si rischiano sei mesi d’attesa, mentre a Potenza basterebbe circa una settimana – spiega – Ciò costringe i cittadini a rivolgersi al privato con spese aggiuntive, segno di una scarsa lungimiranza della Regione, soprattutto sul territorio di Prato”.
La critica riguarda anche le strutture ospedaliere: l’ospedale Santo Stefano, progettato vent’anni fa, era già sottodimensionato rispetto alla popolazione in crescita, mentre i Punti di Prima Accoglienza (PIR) locali hanno registrato pochi accessi, indicando un modello poco efficace.
Melani sottolinea che, nonostante tutto, gli standard siano garantiti principalmente grazie alla professionalità e all’impegno del personale sanitario, e invita a un cambio di rotta nella gestione e nell’utilizzo dei fondi destinati alla sanità, affinché gli investimenti possano davvero rispondere alle esigenze dei cittadini.
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