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Samuele Scaperrotta, si laurea con il massimo dei voti discutendo una tesi sulla storia elettorale di Montemurlo


La ricerca del giovane studente sulle modalità di scelta della classe dirigente dal Medioevo all’Ottocento ha attirato l’attenzione del sindaco Simone Calamai


Alessandra Agrati


Con una tesi dedicata alla storia dei sistemi elettorali alla base della selezione del ceto dirigente di Montemurlo dal Medioevo al XIX secolo Samuele Scaperrotta, 22 anni, montemurlese, ha conquistato il 110 e lode alla facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. Un lavoro di ricerca che ricostruisce l’evoluzione dei sistemi elettorali e della classe dirigente locale dal Medioevo fino al XIX secolo, riportando alla luce secoli di storia amministrativa del Comune. La ricerca, seguita dal professor Luca Mannori, storico delle istituzioni e presidente della Società pistoiese di Storia Patria, nasce dallo studio dello statuto comunale del 1387 e conduce negli archivi storici di Montemurlo e dell’Archivio di Stato di Firenze. Dai documenti emerge un dato chiaro: per secoli il governo del territorio fu nelle mani degli abitanti del luogo. Cognomi come Cipriani, Bessi e Marini ricorrono con continuità, segno di una comunità che si autogovernava all’ombra della Rocca.
Nel Medioevo l’elezione degli amministratori avveniva attraverso il sistema “per brevi”: i nomi venivano estratti a sorte e da questi si formavano i collegi incaricati di scegliere i consiglieri comunali e il Gonfaloniere, figura assimilabile all’attuale sindaco. Successivamente il meccanismo si trasformò nella cosiddetta “borsazione”, con sorteggi semestrali dei nominativi scritti su foglietti. Un equilibrio destinato a cambiare nel Settecento. La svolta arriva infatti nel 1774, con le riforme di Pietro Leopoldo: alla guida del Comune non sono più i montemurlesi, ma i grandi proprietari terrieri, spesso fiorentini. Dal 1816, sotto il Granduca Ferdinando III, la scelta degli amministratori viene addirittura centralizzata e affidata agli uffici del Granducato, segnando la fine dell’autonomia locale. «La passione per la storia mi è stata trasmessa fin da bambino dai miei insegnanti delle elementari e delle medie – racconta Scaperrotta –. Questa tesi mi ha permesso di approfondirla e di riscoprire le radici amministrative del mio Comune». Un lavoro che ha attirato anche l’interesse del sindaco Simone Calamai, che ha voluto incontrare il giovane laureato per conoscere nel dettaglio i risultati della ricerca. «È uno studio prezioso per comprendere come si è formata la classe dirigente locale e come si è evoluto il sistema amministrativo nel corso dei secoli – commenta Calamai –. La storia aiuta a rafforzare il senso di comunità e l’identità condivisa. Mi auguro che questa ricerca possa proseguire anche su periodi più recenti».

Edizioni locali: Montemurlo

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(N° 4 del 14/02/2009)
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