Sabato 7 febbraio, nell’auditorium della Camera di Commercio di Prato, andrà in scena la sedicesima edizione del Premio Santo Stefano, noto anche come «Stefanino d’oro». Il riconoscimento celebra le aziende del territorio che si distinguono per successo economico, rispetto delle regole e attenzione ai diritti dei lavoratori. I vincitori di quest’anno, annunciati lo scorso 26 dicembre dal vescovo Giovanni Nerbini, sono tre aziende tessili: Filati Omega di Vaiano, Luilor di Montemurlo e la pratese Brachi Testing Services. Una scelta che rappresenta l’eccellenza e la complessità del distretto industriale pratese.
Il Premio Santo Stefano nacque s con l’obiettivo di valorizzare le aziende di successo del territorio. Ad oggi sono state premiate 57 imprese, 38 del settore tessile e le altre attive in ambito alimentare, edile, elettronico, cosmetico e meccanico. L’iniziativa è promossa dalla Diocesi di Prato, dal Comune, dalla Provincia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, dalla Camera di Commercio di Prato e Pistoia e dal Comune di Montemurlo, che da tre anni partecipa al comitato promotore.
La cerimonia sarà condotta dalla giornalista Arianna Di Rubba ,l’ospite d’onore sarà Luigino Bruni, economista e storico del pensiero economico, noto promotore dell’economia di comunione e dell’economia civile.
Catia Baroncelli, segretario generale della Camera di Commercio di Pistoia e Prato, a nome della presidente Dalila Mazzi ha confermato il rinnovato impegno nell’organizzazione dello Stefanino d’oro, «perché crediamo nel suo messaggio positivo e nella narrazione di quello che è realmente Prato e il suo territorio ricco di creatività». Per l’Amministrazione comunale era presente la sub commissaria Renata Castrucci, che ha sottolineato «le motivazioni che hanno portato alla scelta delle tre aziende vincitrici, perché evidenziano professionalità e una efficienza produttiva che fanno onore a tutto il distretto».
«Ci sono arrivate una ventina di candidature e quasi cento segnalazioni attraverso il sito della Diocesi», ha spiegato Gabriele Bresci, segretario del comitato promotore. «Ogni azienda è stata analizzata con attenzione, alcune monitorate da anni, per assicurarsi che fossero meritevoli. I vincitori di questa edizione sono stati scelti con criterio e consenso del comitato».
Il premio, “Un Santo Stefano del nostro tempo”, è realizzato in materiali comuni dei macchinari tessili, assemblati a formare l’ossatura del Santo. «Elementi metallici dorati giustapposti e incernierati tra loro rappresentano scienza, coscienza e innovazione», spiega monsignor Daniele Scaccini, vicario generale della Diocesi e autore del premio. L’opera simboleggia l’interazione tra aziende e territorio, con colori e dettagli che richiamano il martirio e la città di Prato.
Riproduzione vietata