Le liste di attesa per entrare in una Rsa nella provincia di Prato con la quota sanitaria a carico della Società della Salute si aggirano oggi intorno ai sei mesi. A fine settembre le persone in attesa erano 111, un numero in aumento rispetto a qualche mese fa, quando la Regione Toscana aveva sbloccato 588mila euro, pari a 20 posti aggiuntivi. Un andamento altalenante, che riflette il dinamismo delle liste di ingresso: ogni mese la Società della Salute riesce a inserire nelle strutture circa 20 anziani, ma nello stesso periodo arrivano in media 30 nuove richieste (su un totale di una sessantina di domande, di cui molte riguardano cure domiciliari o inserimenti temporanei). I tempi di attesa più lunghi riguardano chi entra in Rsa con il sostegno economico pubblico, mentre per chi si fa carico interamente della retta i tempi si accorciano sensibilmente. In questi casi non è necessario il conteggio dell’Isee, ma la spesa può arrivare a circa 3mila euro al mese. La quota sanitaria ammonta a circa 61,5 euro al giorno, mentre la quota sociale (a carico dell’ospite e del Comune) varia tra 53 e 62 euro.
Complessivamente, la Società della Salute di Prato garantisce 600 posti in Rsa, sostenuti da un budget annuale di circa 11,5 milioni di euro: per ogni utente vengono spesi in media 22mila euro l’anno.
Le liste di attesa vengono stilate secondo parametri regionali che tengono conto non solo dell’Isee, ma anche della situazione familiare (ad esempio, chi non ha figli vicini ottiene più punti), delle condizioni di salute e del livello di autonomia della persona. Il punteggio cresce anche in base al tempo di attesa, per evitare che le liste restino bloccate e garantire un reale scorrimento. Nella provincia di Prato generalmente ci sono più anziani soli con i figli che vivono in altre regioni.
aa
Riproduzione vietata