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Rinnovato il ‘Piano lavoro sicuro’ ma la Regione dimezza il contributo al Comune di Prato per l’impiego della polizia locale


Dal 350mila euro nel 2018 a 50mila nel 2026: calo progressivo delle risorse destinate alla presenza degli agenti durante i controlli degli ispettori Asl nelle ditte cinesi. Il piano straordinario di controlli varato all'indomani della tragedia della confezione Teresa Moda. Mazzetti (FI): "Se la breve parentesi di Biffoni in Regione ha portato qualcosa, quello è il drastico calo dei fondi per il territorio". Interrogazione di La Porta (FdI)


Nadia Tarantino
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Cinquantamila euro per il 2026, altrettanti per il 2027. E’ questo lo stanziamento che la Regione Toscana ha destinato alla polizia locale di Prato per affiancare gli ispettori della Asl Toscana centro nei controlli del ‘Piano lavoro sicuro’ che punta in via quasi esclusiva alle aziende cinesi. Nulla di nuovo, anzi sì: il contributo riconosciuto all’impegno della polizia locale nel progetto varato dalla Regione all’indomani dell’incendio della confezione Teresa Moda che provocò la morte di sette operai obbligando ad una presa di coscienza delle condizioni di lavoro nelle fabbriche cinesi, è andato via via scemando passando, per stare alla storia più recente, da 350mila euro nel 2018 a 185mila nel 2019, per scendere a 100mila nel 2020 e 2021, fino ad arrivare a 50mila euro oggi. Un’erosione che la Regione, in sede di variazione di bilancio di previsione 2022-2024, spiegò con il fatto che l’impegno della polizia locale di Prato, all’inizio molto impattante in termini di organizzazione, era stato “progressivamente assunto tra le funzioni programmate e pianificate all’interno delle incombenze ordinariamente svolte dal Comando, e finanziato per la maggior parte dal Comune con risorse proprie”. In altre parole: un lavoro straordinario diventato, nel tempo, ordinario al punto di non fare nemmeno più notizia. E infatti, l’accento cade sulle risorse impegnate per garantire la presenza della polizia locale di Prato nel progetto che punta a ridurre, nelle aziende cinesi, le irregolarità che, in questo caso, sono riferite in particolare al profilo della sicurezza sul lavoro e delle condizioni igienico-sanitarie.
Pur con una progressiva e inarrestabile diminuzione dell’investimento, la Regione ha chiesto aiuto al Comune. La giunta del sindaco Biffoni ha approvato il rinnovo della collaborazione; il finanziamento regionale arriverà alla Asl Toscana centro e da qui sarà fatto confluire nelle casse comunali.

La notizia viene subito commentata dall’onorevole Erica Mazzetti (FI): “Se la breve parentesi di Biffoni in Regione ha portato qualcosa al territorio – dice – è il drastico calo dei fondi, in primis quelli per il Piano lavoro sicuro. Dati e cronache dimostrano che il fenomeno non solo non è stato risolto, ma è andato peggiorando. Se la Regione decide pure di ridurre i fondi per Prato, nel silenzio del Pd e degli eletti pratesi, meglio chiudere il progetto, dichiarando che è stato un fallimento totale. Meglio investire le risorse in altri interventi che realmente servano a mitigare il fenomeno”. Mazzetti aggiunge: “Bisogna dare un messaggio opposto a chi opera fuori dal perimetro della legge ma serve la volontà politica. Non basta dire che i controlli sono diventati ordinari. Vanno utilizzati tutti i poteri che il sindaco ha a disposizione, vanno utilizzate le tecnologie e soprattutto le nuove norme fiscali e quelle derivanti dal Decreto sicurezza. Questo sarebbe il primo, indispensabile passo”.

“Un’indecente elemosina – la reazione della capogruppo in Consiglio regionale per Fratelli d’Italia, Chiara La Porta – due spiccioli che danno la misura di quanto sia scarsa la volontà di stroncare una volta per tutte le illegalità nel distretto parallelo. Fabbriche dormitorio, sfruttamento degli operai, condizioni di lavoro indegne sono fenomeni ancora diffusi, ma evidentemente non per la Regione, che ha stanziato ‘ben’ 50mila euro per il Piano lavoro sicuro, né per il Comune guidato da Matteo Biffoni che ha sottoscritto la miseria messa sul tavolo da una Regione che spende e spande per cose ben meno importanti. Biffoni a cui però va riconosciuta coerenza: per lui non era emergenza prima, non è emergenza adesso. In questa vergognosa vicenda sicuro non è il lavoro, ma il disinteresse della sinistra toscana e pratese nei confronti del rispetto della legalità e dei diritti dei lavoratori nel distretto parallelo”. La Porta ha annunciato una interrogazione.

(nadia tarantino)

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