Cestini pubblici trasformati in discariche domestiche, giardini e aree verdi invase dai rifiuti, sacchi di indifferenziato lasciati ovunque. È da questo scenario di degrado che parte la denuncia del Comitato “No Taric Carmignano”, che torna a puntare il dito contro l’abbandono dei rifiuti sul territorio comunale. Secondo il Comitato, a rendere la situazione ancora più critica sarebbe la presenza di utenze fantasma e soggetti che, per evitare i conteggi della Taric, preferiscono scaricare i propri rifiuti negli spazi pubblici, inquinando il bene comune. Una condizione definita ormai insostenibile, sia sotto il profilo ambientale sia sotto quello economico. L’abbandono selvaggio, infatti, costringe Alia a effettuare passaggi supplementari di pulizia e svuotamento, interventi straordinari che hanno un costo elevato. Un costo che, sottolinea il Comitato, ricade inevitabilmente sulle bollette dei cittadini, andando a gonfiare una tariffa già considerata eccessiva.



Paradossalmente, chi abbandona i rifiuti per ridurre il proprio conferimento di indifferenziato finisce per danneggiare l’intera collettività, compreso se stesso. Sul fronte del contrasto all’evasione, il Comitato giudica poco incisivo il lavoro svolto finora. “A distanza di oltre 30 giorni,- spiegano dal Comitato – non sarebbero ancora arrivate risposte alle richieste rivolte all’amministrazione comunale e ad Alia sul numero di utenze fantasma individuate e sulle azioni concrete intraprese. Faremo comunque solleciti”. I dati più recenti parlano di un aumento dei verbali nel 2025 legati ai controlli degli ispettori ambientali, con nove sanzioni per illeciti ambientali. Un risultato che il Comitato riconosce come positivo, esprimendo un plauso alla polizia locale, che opera nonostante un organico ridotto e in sinergia con i cittadini. Tuttavia non basta: “Dobbiamo intervenire con apposite task force e più videosorveglianza mirata. Cosa sta facendo l’azienda Alia Plures e cosa sta facendo il Comune di Carmignano per arrivare a maggiori controlli? In un territorio comunale di dimensioni contenute, strumenti come i controlli incrociati sarebbero facilmente attuabili, ma manca la volontà di arrivare a un vero punto di svolta”.
Emblematico il caso di Comeana: “Un membro del Comitato – si legge nella nota – ha chiesto al vicesindaco l’installazione di una fototrappola in alcune zone diventate vere e proprie mini discariche. A oggi, però, non sono arrivati riscontri concreti. Nel frattempo il tempo passa, lo sporco aumenta e le bollette restano salate, mentre chi abbandona continua spesso a farla franca”. Per il Comitato una cosa appare sempre più evidente: dall’introduzione della Taric la situazione sarebbe peggiorata in modo sproporzionato, con effetti negativi sull’ambiente, sui costi e sulla qualità della vita.
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