Resta in carcere il cinese di 35 anni fermato venerdì scorso 7 novembre dai poliziotti della Squadra Mobile e accusato della sanguinosa rapina ad una sua connazionale, che svolgeva abusivamente il lavoro di tassista. Il gip ha infatti accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere fatta dalla procura che ritiene il 35enne l’esecutore materiale del tentato omicidio e della rapina a mano armata, avvenuta la notte tra il 17 e il 18 aprile scorsi. In quella occasione l’uomo, fingendosi un cliente, aveva chiesto alla tassista prima di portarlo in una zona appartata di Vaiano, dove aveva cercato di strangolarla con un cavo elettrico, e poi, dopo essersi fatto riportare a Prato, aveva sparato a bruciapelo in faccia alla donna, ferendola gravemente. A lui i poliziotti della Mobile sono risaliti anche grazie alle tracce del suo Dna lasciate nella vettura della vittima.
Custodia cautelare in carcere anche il connazionale 39enne arrestato nella stessa occasione quando gli agenti, perquisendo l’abitazione dove i due cinesi abitavano, avevano trovato quasi nove chili di sostanza stupefacente tra anfetamina, ecstasy, mdma, oppiacei e hashish, per un valore di mercato di oltre duecentomila euro, oltre a utensili funzionali a modificare armi da sparo, una pistola con cartucce inserite pronta all’uso e due ulteriori pistole in fase di modifica.
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