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“Resistere per l’arte”, il podcast della Fondazione Cdse sulle opere salvate dalla guerra


Cinque episodi raccontano le storie della Primavera di Botticelli, delle opere di Piero della Francesca, del Camposanto di Pisa, del Fauno di Michelangelo e di Ponte Santa Trinita


Alessandra Agrati


La Primavera di Botticelli, le opere aretine di Piero della Francesca, il Camposanto di Pisa, il Fauno perduto di Michelangelo e Ponte Santa Trinita: sono queste le storie al centro di “Resistere per l’arte – Il podcast”, il nuovo progetto della Fondazione Cdse (Centro di Documentazione Storica Etnografica della Valdibisenzio, Prato), in uscita dal 2 giugno sulle principali piattaforme audio. Cinque episodi, ciascuno dedicato a un’opera simbolo e alle vicende che ne hanno segnato la sopravvivenza durante la Seconda guerra mondiale. Un racconto che intreccia arte, memoria e Resistenza, mostrando come la salvaguardia del patrimonio culturale sia stata anche una forma di lotta civile e morale contro il nazifascismo. La data di uscita non è casuale: il podcast debutta il 2 giugno, anniversario della nascita della Repubblica italiana, per ricordare il legame profondo tra la ricostruzione democratica del Paese e l’impegno di donne e uomini che, tra bombardamenti e occupazione, misero a rischio la propria vita per proteggere opere d’arte e identità culturale.
«“Resistere per l’arte” offre un contributo prezioso affinché la memoria della Liberazione e della conquista della democrazia resti viva – ha dichiarato l’assora regionale all’Istruzione e alla Cultura della Memoria Alessandra Nardini, presentando il progetto a Palazzo Strozzi Sacrati –. Il podcast illumina una Resistenza meno conosciuta e restituisce la forza di tante donne e uomini che hanno rischiato tutto per salvare il nostro patrimonio artistico. Attraverso una forma narrativa capace di parlare anche alle giovani generazioni, diari, lettere e documenti inediti danno voce a storie che uniscono rigore storico ed emozione». La ricerca storica è curata da Alessia Cecconi, direttrice della Fondazione CDSE, che negli ultimi quindici anni ha lavorato in numerosi archivi italiani riportando alla luce documenti, testimonianze e memorie dedicate ai monuments men e alle monuments women toscane. Un patrimonio di materiali che, dopo volumi e mostre scientifiche, prende oggi la forma di un podcast divulgativo ad alto impatto narrativo. «Sono storie di resistenza e coraggio – spiega Cecconi – che si intrecciano con temi come le strategie di protezione delle opere, i bombardamenti, il ruolo dei Monuments Men americani, i rapporti con il Kunstschutz e il desiderio di costruire una nuova Italia democratica». Finanziato dalla Regione Toscana attraverso l’Avviso 2025/2026 per la valorizzazione del patrimonio storico, politico e culturale dell’antifascismo e della Resistenza – dove il progetto si è classificato secondo tra oltre ottanta candidature – il podcast alterna ricostruzione storica, interventi di studiosi e testimonianze, accompagnati da letture teatrali tratte dalle memorie dei protagonisti. A guidare il racconto saranno Alessia Cecconi e la storica Luisa Ciardi, entrambe della Fondazione CDSE. Le voci dei documenti e delle memorie saranno interpretate dall’attore Mario Spallino, fondatore della compagnia teatrale di Emergency, mentre la regia è affidata al giornalista e podcaster Lorenzo Tempestini.
Il percorso narrativo si apre con “La mia patria è la Primavera”, dedicato al salvataggio del capolavoro di Botticelli e alla storia dei partigiani e intellettuali Giusta Nicco e Cesare Fasola. Segue “La guerra di Piero”, sulle opere di Piero della Francesca nell’Aretino, con interventi, tra gli altri, di Giovanna Procacci, figlia del celebre “monument man” antifascista Ugo Procacci.
Con “Araba Fenice. Gli affreschi risorti” il racconto si sposta sul Tabernacolo di Filippino Lippi a Prato e sul Camposanto di Pisa, attraverso la vicenda del restauratore Leonetto Tintori e della moglie Elena Berruti. Le ultime due puntate affrontano invece il mistero del Fauno di Michelangelo, trafugato dai tedeschi in ritirata e mai più ritrovato, e la distruzione di Ponte Santa Trinita a Firenze, simbolo di una ricostruzione che fu insieme architettonica e democratica.

Edizioni locali: Val di Bisenzio

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