A poco più di un mese dal referendum sulla riforma costituzionale della Giustizia (si vota il 22 e il 23 marzo), si organizzano e cominciano a lavorare i comitati sia a favore che contrari.
A Prato la rappresentanza del Comitato nazionale ‘Sì Riforma’ è coordinata dall’avvocato Marco Barone, presidente dell’Ordine, “che ha promosso l’iniziativa con la finalità di offrire ai cittadini un’informazione tecnicamente corretta sulla riforma, in modo da promuovere una partecipazione consapevole al referendum”.
“Chi prende conoscenza di quello che dive veramente la riforma – il commento di Barone – si accorge che quello dei sostenitori del ‘no’ è un allarmismo basato su false notizie di pura matrice politica. La realtà della riforma è ben diversa: essa mira a realizzare compiutamente il giusto processo, nel quale l’accusa e la difesa siano sulla stesso piano di fronte ad un giudice terzo e imparziale. Oggi ciò non è garantito, dal momento che magistrati dell’accusa e giudicanti giocano nella stessa squadra, mentre il difensore resta fuori dallo spogliatoio. Non basta avere separato parzialmente le funzioni – ancora l’avvocato – occorre che a queste funzioni diverse corrispondano carriere separate tra chi accusa e chi giudica: solo così la carriera di ogni singolo magistrato sarà liberata dalle correnti politicizzate. Tutto ciò a difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura che la riforma conferma come principio costituzionale irrinunciabile. Per questo – viene spiegato infine invitando ad aderire – il nostro comitato è apolitico e si propone di fare opera di informazione rigorosa sui contenuti veri della riforma”.
Sul fronte del ‘no’ si è costituito il comitato a cui aderiscono associazioni e partiti oltre che singoli cittadini. Il comitato si è riunito il 2 febbraio presso la Camera del lavoro per cominciare l’attività di divulgazione “per mettere in luce gli aspetti negativi e particolarmente critici di questa torsione costituzionale”. Aderiscono al comitato per il ‘no’ Anpi, Cgil, Arci, Libertà & Giustizia, Auser, Insegnanti democratici, Sinistra ecologista, Movimento 5 Stelle, Pd, Rifondazione comunista, Avs, Sinistra unita, Coordinamento democrazia costituzionale Prato.
Intanto è stato messo in agenda il primo confronto tra ‘sì’ e ‘no. Ad organizzarlo, venerdì 13 febbraio alle 21 presso l’Art hotel museo’, è l’associazione Koiné. Il confronto impegnerà il presidente dell’associazione, Michele Giacco, la presidente della Camera penale di Prato, Elena Augustin, l’avvocato Roberto Passini della rivista Il ponte, l’avvocato Paolo Solimeno di Giuristi democratici. Modera Nadia Tarantino. Ingresso libero.
Sabato 14 febbraio, alle 10.30, il referendum sulla giustizia torna ad animare il dibattito pubblico con l’iniziativa di Forza Italia. L’appuntamento è alla Sala del Gonfalone in palazzo Banci Buonamici. Titolo dell’evento è “Il giorno della giustizia negata”. Ad aprire i lavori sarà l’onorevole Erica Mazzetti insieme al commissario provinciale di Forza Italia, Francesco Cappelli. Tra i relatori anche Francesca Scoppelliti, compagna di Enzo Tortora, simbolo di una delle più gravi vicende di malagiustizia della storia italiana e oggi presidente del ‘Comitato cittadini per il sì’. Attesa la partecipazione di Scoppelliti che, con la sua testimonianza, offrirà un momento di particolare intensità e valore civile al convegno.
In scaletta anche gli interventi di Elena Augustin, referente del ‘Comitato Camere penali per il sì’ e l’avvocato Massimiliano Tesi. “La riforma della giustizia – sottolinea Francesco Cappelli – non è una battaglia ideologica, ma una necessità per tutelare i diritti dei cittadini, garantire un giusto processo e impedire che errori giudiziari devastino la vita delle persone”. A moderare sarà Riccardo Mazzoni.
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