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Rapporto Immigrazione in Toscana: Prato resta ai vertici ma adesso cresce il radicamento e l’integrazione


La provincia è quella che fa registrare gli incrementi numerici maggiori. Adesso però i quattro quinti degli studenti stranieri iscritti nelle scuole sono nati qui. Il focus anche sul lavoro e gli infortuni


Alessandra Agrati


Il quadro che emerge dal Rapporto sull’immigrazione in Toscana 2026 è particolarmente significativo per Prato, che in diversi indicatori si distingue dal resto della regione. La provincia continua infatti a essere il territorio toscano con la maggiore presenza straniera, ma i dati raccontano anche un’immigrazione sempre più radicata, legata al lavoro, alla scuola e alla vita sociale della città.
Nell’ultimo anno è proprio Prato a registrare uno degli incrementi assoluti più consistenti della popolazione straniera residente: 852 persone in più, seconda solo all’area Empolese-Valdarno-Valdelsa (+835) e sostanzialmente in linea con Firenze (+832). Se si allarga lo sguardo al periodo 2019-2025, però, il distacco diventa molto più evidente: la zona Pratese ha guadagnato quasi 12.900 residenti stranieri, quasi il triplo rispetto alla seconda area in graduatoria, la Fiorentina Nord-Ovest (+4.526). Il rapporto parla di un effetto di “path dependence migratoria”: le comunità già presenti, le reti familiari e quelle legate al lavoro favoriscono nuovi insediamenti negli stessi territori. A Prato questo fenomeno si intreccia con un tessuto produttivo che da decenni utilizza una quota significativa di manodopera straniera.
Anche la scuola restituisce una fotografia di una presenza ormai profondamente radicata. In Toscana, nell’anno scolastico 2024/25, gli studenti con cittadinanza non italiana sono 67.899, pari al 17,1% della popolazione scolastica. La crescita nell’ultimo decennio è dovuta soprattutto alle seconde generazioni: gli alunni nati in Italia da genitori stranieri sono passati dall’8,2% all’11,4%, mentre quelli arrivati in Italia dopo la nascita sono cresciuti dal 4,9% al 5,8%. A Prato si registra la maggiore incidenza di studenti con cittadinanza non italiana: quasi il 30% delle iscrizioni. E la composizione mostra quanto il fenomeno sia ormai generazionale: gli studenti di prima generazione rappresentano il 5,55%, mentre quelli di seconda generazione arrivano al 24,30%. Nelle singole fasce scolastiche l’incidenza della prima generazione è del 5,38% alle primarie, del 7,04% alle medie e del 4,79% alle superiori; per la seconda generazione si passa invece dal 26,35% alle primarie al 28,58% alle medie, fino al 20% alle superiori. Ma la scuola evidenzia anche alcune criticità. L’incidenza dell’insuccesso scolastico degli studenti stranieri è tra le più elevate della Toscana e il ritardo scolastico, cioè la frequenza di una classe inferiore rispetto a quella corrispondente all’età, raggiunge valori particolarmente alti.
Sul fronte del lavoro, Prato presenta invece il tasso di occupazione straniera più alto della Toscana, circa il 71,6%, in un territorio dove il distretto tessile continua ad avere un’elevata intensità di manodopera straniera. Parallelamente, il tasso di disoccupazione della componente straniera è tra i più bassi della regione, attorno al 6%. Il peso della componente straniera emerge con particolare evidenza anche nel mondo delle imprese. Firenze e Prato insieme concentrano quasi la metà delle imprese a conduzione straniera della Toscana. A Prato sono 10.789, pari al 36,7% delle imprese registrate nella provincia: più di una su tre, contro una media regionale del 17,5%. Tra il 2019 e il 2024 l’incidenza è cresciuta di 4,2 punti percentuali, l’aumento più consistente tra le province toscane.
Un dato apparentemente controcorrente riguarda invece gli infortuni sul lavoro. Nel 2024 gli infortuni riferiti a lavoratori stranieri rappresentano a Prato il 24% del totale provinciale, la seconda quota più alta della Toscana dopo Firenze. Tuttavia, il tasso di infortunio per mille occupati stranieri è di 17,76, inferiore a quello degli italiani, pari a 20,34. Il rapporto considera questo dato anomalo e ipotizza che possa essere influenzato dalla mancata emersione di una parte degli eventi in contesti caratterizzati da lavoro irregolare.
C’è infine il capitolo delle rimesse. Nel 2025 dalla provincia di Prato sono stati inviati all’estero 56,9 milioni di euro, l’8,5% del totale regionale, facendo di Prato la terza provincia toscana per volume complessivo dopo Firenze e Pisa. Ma il dato cambia completamente se rapportato alla popolazione straniera residente: con 976 euro per residente straniero, Prato registra il valore più basso della Toscana, contro una media regionale di 1.541 euro.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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