A settembre si saprà il nome dell’impresa che costruirà il sottopasso per il raddoppio della Declassata al Soccorso. E’ questa, fatti salvi ulteriori slittamenti, la scadenza per l’aggiudicazione definitiva della gara da quasi 70 milioni di euro indetta da Anas per i circa 800 metri di tunnel che elimineranno l’attuale strozzatura. La commissione giudicatrice sceglierà la migliore tra le sedici offerte pervenute e, sbrigate le faccende burocratiche, darà il via alla progettazione esecutiva propedeutica all’esecuzione dei lavori. Rispetto agli annunci iniziali, il tabellino di marcia è in ritardo: sia il termine ultimo per la presentazione delle offerte (posticipato da febbraio a marzo 2025) che la scelta dell’impresa (attesa per inizio giugno e ora in programma a settembre), si sono mangiati diversi mesi, ma ora non si vedono più ostacoli all’orizzonte tranne quello – per nulla marginale, anzi – di un ricorso delle ditte che usciranno sconfitte (quantomeno la seconda classificata). Intoppi legali che si possono definire fisiologici davanti al valore dell’appalto (inutile dire che sarebbe una notizia non veder correre le carte bollate) e che potrebbero allungare i tempi di realizzazione.
Un’opera discussa quella del raddoppio della Declassata al Soccorso, forse la più discussa in assoluto. Tutti d’accordo sulla necessità di mettere mano ad un nodo fondamentale della viabilità, unico asse di collegamento alternativo all’autostrada tra Firenze e Pistoia, ma con una netta spaccatura sulla soluzione: dal più semplice ed economico terrapieno, ai più costosi e impattanti viadotto e tunnel. La decisione è stata presa nel 2014 quando l’allora sindaco Matteo Biffoni non solo scelse il tunnel, ma trovò il modo per consegnare la strada alla gestione di Anas per far sì che un progetto di così ampia portata potesse arrivare in porto. Dopo undici anni ci siamo. Nel frattempo la cifra è cresciuta: i 31 milioni iniziali sono diventati praticamente 70: ai 51 milioni e passa del bando di gara, se ne aggiungono altri 16/17 e forse qualcosa in più tra somme a disposizione della stazione appaltante e oneri di investimento.
Sedici, come detto, le imprese che hanno partecipato al bando di Anas chiamata adesso a scegliere e quindi ad aggiudicare “l’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo”.
Dal giorno in cui il cantiere sarà consegnato, l’impresa vincitrice avrà tre anni tondi tondi per arrivare al taglio del nastro. La puntualità sarebbe notizia. (nadia tarantino)
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