“Quando piove diventa impraticabile”. È la denuncia che Alessandro Martinuzzi ha inviato a Notizie di Prato dopo aver ricevuto una risposta dal Comune sulla situazione di un tratto della pista ciclopedonale che collega via Tirso a via San Martino per Galceti. Al centro della segnalazione ci sono meno di cento metri di percorso che, a differenza di altri tratti della rete ciclabile cittadina, sono ancora in terra battuta. Una scelta che, secondo il cittadino, crea notevoli disagi ogni volta che il maltempo colpisce la città. “In occasione di piogge, anche a distanza di giorni, il percorso diventa un vero e proprio pantano – racconta Martinuzzi –. Per attraversarlo bisogna mettere in conto di sporcarsi completamente scarpe e pantaloni. Eppure si tratta di un tratto molto breve, utilizzato da chi frequenta i campi sportivi, la pista di atletica e le aree verdi della zona”.






Foto di Alessandro Fioretti
Convinto che si trattasse di una dimenticanza, il cittadino ha deciso di rivolgersi al Comune attraverso il portale dedicato alle segnalazioni. La risposta ricevuta lo ha però sorpreso: non un’omissione, ma una scelta precisa dell’amministrazione. “Mi è stato spiegato che il tratto resta sterrato perché si trova in un’area tra i campi. Una motivazione che trovo contraddittoria – osserva Martinuzzi –. Esistono molte altre piste ciclabili che attraversano aree verdi o agricole e che sono state regolarmente asfaltate”. Tra gli esempi citati dal lettore ci sono il percorso ciclopedonale tra Santa Lucia e Vaiano lungo il Bisenzio, il collegamento tra Galceti e Maliseti, il tratto dal Ponte Datini alla Castellina e parte della ciclabile che corre tra viale Fratelli Cervi e Santa Lucia.
La risposta del Comune, tuttavia, è chiara. “Il tratto di pista ciclabile segnalato dal cittadino è in terra battuta ed è intenzione del Comune di Prato procedere con la manutenzione per agevolare il corretto smaltimento delle acque meteoriche, ma almeno per ora non con l’asfaltatura”, spiegano dagli uffici comunali. La motivazione è legata alle politiche ambientali adottate dal Comune. “L’amministrazione è fortemente impegnata sul fronte della demineralizzazione delle superfici come buona pratica urbana per rendere il territorio sempre più resiliente agli eventi climatici estremi. La volontà non è alterare le superfici già permeabili, bensì aumentare la permeabilità complessiva del territorio”.
Una spiegazione che non convince il lettore, secondo il quale la tutela ambientale dovrebbe conciliarsi con la fruibilità delle infrastrutture. “Se una pista ciclabile dopo ogni pioggia diventa impraticabile – conclude – c’è qualcosa che non funziona. Soprattutto quando si parla di appena cento metri di percorso”
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