La provincia di Prato è 38esima nella classifica sulla qualità della vita del Sole 24 Ore (sul podio, nell’ordine, Trento, Bolzano e Udine). L’appuntamento annuale con la radiografia dello stato di salute delle 107 province italiane restituisce, per quanto riguarda Prato, più scivoloni che risalite. Intanto, nella classifica finale, c’è un arretramento di sette posizioni rispetto allo scorso anno quando la posizione occupata era la numero 31. La provincia mostra segni di ripresa in due macroaree sulle sette passate sotto i riflettori delle statistiche: ‘ricchezza e consumi’ dalla 44esima alla 35 posizione, ‘ambiente e servizi’ dalla 22esima alla 18esima posizione. Passi indietro su tutto il resto: ‘affari e lavoro’ dalla 22esima alla 33esima posizione, ‘giustizia e sicurezza’ dalla dalla 87esima alla 94esima, ‘demografia e società’ dalla 18esima alla 30esima, ‘cultura e tempo libero’ dalla 39esima alla 42esima.
Classifica finale. L’area pratese cade un po’ più giù rispetto a dove si trovava. Il 38esimo posto è preceduto dalla provincia di Perugia che guadagna tre posizioni rispetto all’anno passato, e seguito dalla provincia di Cagliari che di posizioni ne guadagna 5.Nessuna toscana nella top ten. Per trovare una consorella serve scendere fino al 21 esimo posto che è occupato da Siena che perde sei posizioni (passi indietro anche per Arezzo, Grosseto e Pistoia); Pisa guadagna 5 gradini ed è 29esima (passi in avanti per Lucca, Livorno e Massa Carrara), Firenze stabile al 36esimo posto.
Ricchezza e consumi. Qui Prato sale e tra le voci vale la pena sottolineare il quinto posto per ‘spesa delle famiglie per i beni durevoli’ e il 24esimo per ‘reddito medio disponibile pro-capite’ (24.218 euro). 24esimo posto per ‘famiglie con Isee basso’, 22esimo per ‘pensionati con minima’, 41esimo per ‘pagamento delle fatture a scadenza’. Per quanto riguarda i ‘depositi bancari delle famiglie’, la posizione è la 72esima, mentre se si parla di ‘reddito medio dipendenti’ è la 64esima (19.647 euro). In un quadro che mostra qualche spina, spicca il penultimo posto per ‘trend pil pro-capite’. Se si parla di ‘assorbimento del settore residenziale’ Prato è 20esima (su 100 metri quadrati offerti sul mercato, 79 vengono venduti).
Affari e lavoro. Prato sta peggio di un anno fa ma su una voce conquista la medaglia d’oro: primo posto per ‘nuove iscrizioni’, vale a dire le nuove aziende che compaiono negli elenchi della Camera di commercio. Sul fronte opposto, quello delle ‘cessazioni’, il posto in classifica è il penultimo (partite Iva dormienti, aperte e poi lasciate inattive o utilizzate, come dimostrano le inchieste della guardia di finanza, per scopi illeciti). La provincia di Prato è terza per ‘tasso di occupazione’ e 24esima per tasso di ‘disoccupazione giovanile’. Posizione numero 53 per ‘ore di cassa integrazione autorizzate’, numero 32 per ‘infortuni mortali o gravi sul lavoro’, numero 37 per ‘pensioni di vecchiaia’. Per quanto riguarda le ‘startup innovative’, l’area pratese è nella parte finale della classifica, posizione 102. Altra voce presa in considerazione, quella del ‘trend degli arrivi turistici’: decimo posto.
Giustizia e sicurezza. E’ uno dei mali della provincia di Prato che nella classifica sulla qualità della vita, quando si arriva a questo capitolo, continua a scendere anno dopo anno. La 94esima posizione la dice lunga e ancora di più la 105esima per ‘percezione di insicurezza’ (il 35 per cento delle famiglie dice di non sentirsi sicuro); stessa posizione anche per ‘danneggiamenti’ (946 denunce ogni 100mila abitanti), 101esima posizione per ‘indice di criminalità’, la 97esima per ‘scippi’, la 75esima per incidenti stradali (4 morti e feriti ogni mille abitanti), la 70esima per furti in abitazione (297 denunce ogni 100mila abitanti). Se si parla di ‘capacità di riscossione dei Comuni’ la posizione occupata è la 58esima. Infine, 53esimo posto per ‘cause pendenti ultratriennali’, 16esimo per ‘indice di litigiosità (1.988 cause ogni 100mila abitanti)’, 49esimo per ‘durata media dei processi civili’ e sesto per ‘indice di rotazione delle cause’.
Demografia e società. Arretra l’area pratese che però per due voci spicca: primo posto per ‘immigrati regolari residenti’, quarto per ‘qualità della vita delle donne’, ottavo per ‘saldo migratorio’. Ma anche 16esimo per ‘aspettativa di vita’ con 84,5 anni. Per il resto numeri da bassa classifica: 84esimo per presenza di ‘medici di medicina generale’ (7,89 ogni diecimila abitanti), 90esimo per ‘quoziente di natalità’ (5 nascite ogni mille abitanti), 68esimo per ‘mortalità da tumore’. ‘Indice della solitudine’: Prato si piazza al quinto posto con il 32 per cento di nuclei composti da una sola persona.
Ambiente e servizi. Qui la provincia di Prato riacquista il sorriso grazie al balzo in avanti, seppure contenuto. E’ seconda per ‘qualità delle amministrazioni locali’, terza per ‘Comuni con servizi per le famiglie interamente online’, 20esima per ‘tasso di motorizzazione’ (circolano 62 auto ogni 100 abitanti), 47esima per ‘raccolta differenziata’. Male, anzi malissimo per la ‘qualità della vita dei giovani’: 100esimo posto con una perdita rispetto allo scorso anno di 46 gradini. Per quello che riguarda la ‘qualità della vita dei bambini’ il posto conquistato è il 55esimo (72esimo un anno fa), per la ‘qualità della vita degli anziani’ 38esimo posto (47esimo in precedenza). Per finire: 88esimo posto per sportelli bancari (ce ne sono 24 ogni 10mila abitanti).
Cultura e tempo libero. Passi indietro anche se pochi – tre – rispetto allo scorso anno. Prato è 80esima per ‘spesa per la cultura’, 102esima per ‘ingressi agli spettacoli’ (31 biglietti venduti in media per ogni evento) 106esima per ‘librerie’ (3 ogni 10mila abitanti). Un po’ meglio sul fronte dei ‘ristoranti’ – 54esima (3 ogni mille abitanti) – 55esima per palestre. Per finire: terzo posto per ‘partecipazione elettorale’ e secondo per ‘amministratori comunali sotto i 40 anni’ (36 per cento sul totale, più giovane solo Agrigento). (nadia tarantino)
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