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Prestanti contro Plures Alia: “Gestione fallimentare, il servizio è peggiorato e le tariffe sono aumentate”


Il sindaco di Carmignano accusa la società di una gestione nelle mani dei manager, di un peggioramento della raccolta e del porta a porta e di rincari «drastici» della Taric. Senso Civico parte dalla commissione: "Servono meno slogan e più numeri"


Alessandra Agrati


“Un’altra Alia è possibile”. È questa la sintesi del sindaco di Carmignano Edoardo Prestanti, che sabato 19 settembre, durante il convegno “Gestione dei rifiuti, le alternative per ridurre le tariffe e migliorare il servizio”, ha messo sotto accusa l’attuale gestione del servizio rifiuti. Il sindaco, che a suo tempo aveva votato contro il piano finanziario di Plures Alia, ha definito la gestione della società “fallimentare”, contestando sia il modello organizzativo sia la qualità del servizio e il livello delle tariffe.
Secondo Prestanti, Alia è una società pubblica «dove però le decisioni sono prese dai manager, che fanno e disfanno senza dare conto a nessuno”. Il sindaco ha inoltre sostenuto che negli ultimi due anni il servizio sia peggiorato, sia nella raccolta sia nel porta a porta, mentre “le tariffe sono aumentate drasticamente”.
Da qui la richiesta di un cambio di modello e di una maggiore presenza dei Comuni nelle decisioni. Prestanti ha ricordato di non essere l’unico sindaco a manifestare insoddisfazione nei confronti di Alia e ha citato anche Campi Bisenzio e Poggio a Caiano, proponendo di coordinare le amministrazioni che chiedono un cambiamento. “La programmazione deve essere decisa dai Comuni e non dai manager. I Comuni piccoli, che nell’Ato sono i più numerosi anche come popolazione, devono contare di più”, ha detto.
Al convegno sono intervenuti anche Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Italy e coordinatore del Centro di ricerche rifiuti zero del Comune di Capannori, Marco Cardone, del Comitato Trasparenza per Empoli, e Stefano Seghetti.
Ercolini ha sottolineato la necessità di una «organizzazione industriale efficiente e efficace del ciclo rifiuti». Cardone ha invece affrontato il tema della Taric, sottolineando che il principio “chi meno produce, meno paga, chi più produce, più paga” è corretto, ma che secondo lui nell’Ato Toscana Centro, e in particolare nell’area che comprende Pratese, Empolese e Piana, sarebbe stato applicato «all’incontrario». Tra le criticità indicate ha citato i costi non riconosciuti da Ato Toscana Centro e “un indebitamento milionario che Alia si tira dietro e che finisce in tariffa. Una gestione non efficiente”.
Seghetti ha invece criticato il ricorso a strategie basate sui grandi impianti, sostenendo che l’incenerimento produce energia ma non materiali e rischia di vincolare il ciclo dei rifiuti per 20 o 30 anni. Ha richiamato i principi europei di recupero, riuso e riciclo e i dati sulla raccolta differenziata: nell’Ato Toscana Centro, che comprende 65 Comuni e 1.532.204 abitanti, la media è del 69,71%, mentre Carmignano raggiunge l’83%. L’obiettivo, secondo Seghetti, è aumentare la raccolta differenziata e ridurre il residuo, estendendo il porta a porta anche ai Comuni più grandi dove i risultati sono ancora più bassi.
Sul tema della Taric interviene però anche Senso Civico, che sposta l’attenzione sul confronto istituzionale e sul lavoro della Commissione Controllo e Garanzia del Comune. La commissione ha aperto il 6 luglio un’indagine sulla tariffa rifiuti, dopo le segnalazioni del Comitato No Taric, e ha chiesto ad Ato Toscana Centro e Alia documenti e dati ufficiali. Ato ha inviato parte della documentazione richiesta, mentre Alia, secondo quanto riferito da Senso Civico, non avrebbe ancora fornito quanto richiesto, tanto che è stato necessario un sollecito.
Secondo il gruppo di opposizione, proprio mentre la commissione sta cercando di acquisire elementi tecnici e documentali, il Comune ha organizzato il convegno del 19 settembre senza coinvolgere la commissione. Senso Civico non contesta all’amministrazione la possibilità di organizzare incontri pubblici, ma chiede perché il presidente della Commissione Controllo e Garanzia non sia stato informato e coinvolto e perché allo stesso tavolo non fossero presenti Ato Toscana Centro e Alia, cioè i soggetti dai quali la commissione sta cercando di ottenere risposte e dati.
Per Senso Civico il punto non è stabilire chi abbia ragione, ma capire quali siano i problemi reali della Taric, quali margini esistano per intervenire sulle tariffe e quali siano i costi e la qualità effettiva del servizio. «Sulla Taric servono meno slogan e più numeri, meno tavoli separati e più confronto istituzionale tra tutti i soggetti coinvolti», sostiene il gruppo di opposizione.

Edizioni locali: Comuni Medicei

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