È stato presentato anche a Montemurlo il manifesto dei diritti degli alluvionati, un documento registrato alla Siae e scritto da Giovanni Mariotti, che oggi verrà inviato anche al Comune di Montemurlo, alla Prefettura, alla Provincia e a tutti gli enti interessati. Nel testo si indicano i diritti che ogni cittadino deve far valere in occasione di calamità legate al dissesto idrogeologico, ma anche alcune prassi che dovrebbero essere adottate.
“Lo abbiamo definito – spiega Sonia Matucci del Comitato di Bagnolo per l’Alluvione – un grido di dolore proprio perché non siamo mai stati ascoltati, in particolare dall’amministrazione di Montemurlo”.
Secondo il Comitato , si tratta di un lungo elenco di occasioni in cui le loro richieste non sono state prese in considerazione. “Esiste una legge regionale – spiega Matucci – che promuove il concetto di democrazia partecipata, ma da noi il Comune decide tutto senza ascoltarci. Penso al piano di protezione civile, ma anche agli 8 milioni di euro utilizzati per lavori secondari e non per il torrente Bagnolo e lo Stregale, attenzionati dalla Regione Toscana”.
Il Comitato punta il dito anche contro la situazione di via Giotto, dove le case presentano infiltrazioni dal torrente Bagnolo. “Il sindaco – prosegue Matucci – aveva promesso di parlare con il Genio civile ed è stato così bravo che è arrivata la Municipale insieme al direttore del Genio Massini per misurare la distanza dall’argine alla nostra casa. Il risultato è stato che hanno stabilito che non è il torrente a infiltrare ma la falda, quindi per sistemare il problema dobbiamo pagare di tasca nostra. Praticamente compriamo una quota della falda”.
Il documento verrà presentato anche fuori dai confini regionali, portandolo in Emilia-Romagna con l’obiettivo di spronare le persone “a parlare e fare sentire la propria voce una strada che noi abbiamo tracciato e che mettiamo a disposizione di tutti”.
Durante la presentazione del manifesto erano presenti anche gli abitanti di via Fratelli Cervi, strada dove passerà la Ciclovia del Sole.

“Tra i tanti problemi del tracciato – hanno spiegato – c’è anche quello che verrà coperta una tubazione della fognatura, che tra l’altro è sottodimensionata, tanto che è uscita due volte. In caso di nuova esondazione il tracciato dovrà essere riaperto. In realtà c’è proprio in mezzo alla strada un altro raccordo della fogna non utilizzato che si sarebbe potuto riattivare”.
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