Prato ha ricordato questa mattina Francesco Datini nel 616° anniversario della morte, avvenuta il 16 agosto 1410. Il Comune di Prato, la Fondazione Casa Pia dei Ceppi e la Fondazione Cassa di Risparmio di Prato hanno deposto una corona d’alloro ai piedi del monumento dedicato al celebre mercante in piazza del Comune. Alla cerimonia erano presenti, per il Comune, l’assessora Ilaria Santi e l’assessore Enrico Vellucci, insieme all’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, alla presidente della Fondazione Casa Pia dei Ceppi Isabella Ponsiglione, alla presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato Diana Toccafondi, alla direttrice scientifica Angela Orlandi e a Monica Pratesi della Fondazione Istituto Internazionale di Storia economica Datini. La commemorazione è proseguita nella chiesa di San Francesco, dove si trova la tomba di Datini, con la messa organizzata dalla Fondazione Casa Pia dei Ceppi e celebrata da monsignor Carlo Stancari. Una celebrazione che rinnova anche una volontà espressa dallo stesso mercante nel suo testamento: far celebrare ogni anno una messa di suffragio nell’anniversario della sua morte. Datini fu uno dei più importanti mercanti europei tra Trecento e Quattrocento e viene considerato il primo ad aver creato una sorta di sistema internazionale di aziende, con attività e manifatture a Pisa, Prato, Genova, Barcellona, Valenza, Maiorca e Avignone. Il monumento realizzato da Antonio Garella nel 1896 lo raffigura mentre consegna il proprio testamento ai poveri. Datini lasciò infatti tutti i suoi beni, per un valore di oltre 100mila fiorini d’oro, alla beneficenza. Nel testamento destinò inoltre mille fiorini all’ospedale di Santa Maria Nova per creare una struttura dedicata all’accoglienza dell’infanzia abbandonata: da questa iniziativa nacque lo Spedale degli Innocenti, considerato il primo istituto allora conosciuto dedicato esclusivamente all’assistenza e alla cura dei bambini abbandonati.
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