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Prato, quasi uno studente su due esce dalle medie senza adeguate competenze alfabetiche


I dati dell’Ufficio Statistica del Comune, Istat e Osservatorio Scolastico Regionale fotografano la fragilità educativa: il 49% degli studenti ha competenze alfabetiche inadeguate. La consigliera regionale Marta Logli chiede più risorse per scuole e mediatori


Alessandra Agrati


Il 49% degli studenti pratesi al termine della scuola media presenta competenze alfabetiche inadeguate, il dato peggiore della Toscana. Alle scuole superiori il divario aumenta: il 71% degli studenti con cittadinanza estera rischia di non conseguire il diploma nei tempi previsti, contro il 31% degli studenti italiani. A delineare un quadro di forte fragilità educativa sono i dati dell’Ufficio Statistica del Comune di Prato, insieme alle rilevazioni Istat e dell’Osservatorio Scolastico Regionale su dati 2024. Tra i numeri più preoccupanti anche quello della dispersione scolastica: l’11% degli studenti abbandona gli studi o ripete l’anno, una percentuale che colloca Prato ai vertici tra le grandi città italiane, con valori superiori anche a quelli di Napoli, Palermo e Milano. Il fenomeno si inserisce in un contesto sociale particolare: a Prato un minorenne su tre ha cittadinanza estera, anche se nove su dieci sono nati in Italia. Secondo i dati richiamati, ogni anno oltre 500 giovani interrompono il percorso scolastico al compimento dei 16 anni senza aver raggiunto le competenze minime per un adeguato inserimento sociale. A questo si aggiunge il dato relativo ai circa 300 minorenni residenti che non risultano mai iscritti a scuola: il 59% è in età di obbligo scolastico e il 73% è di nazionalità cinese. Sulla base di questo quadro la consigliera regionale del Partito Democratico Marta Logli ha presentato un’interrogazione alla giunta regionale chiedendo di sollecitare il Ministero dell’Istruzione e del Merito a rafforzare gli organici degli istituti pratesi. Nel documento Logli contesta anche l’ipotesi di estendere a Prato le misure previste dal Decreto Caivano per contrastare l’elusione dell’obbligo scolastico, ritenendo necessario un approccio maggiormente educativo. “Per contrastare l’elusione dell’obbligo scolastico e la dispersione a Prato non serve agitare la minaccia di misure penali – afferma Logli – ma occorre rispondere alla disperata richiesta delle scuole: servono personale qualificato, docenti per il potenziamento e mediatori culturali. Prato vive un paradosso A fronte di una disoccupazione tra le più basse della Toscana e di una percentuale di giovani inattivi (Neet) ferma al 7%, ben al di sotto della media nazionale, abbiamo un contesto educativo estremamente fragile. Il disagio educativo è la causa principale dell’esclusione sociale ed economica delle famiglie pratesi».
Secondo Logli, la Regione Toscana già interviene attraverso i Piani Educativi Zonali (PEZ), ma serve un ulteriore impegno del Governo: “L’approccio punitivo è cieco e inefficace. Le istituzioni scolastiche pratesi chiedono aiuto e la risposta non può essere la repressione penale, ma l’invio immediato degli insegnanti e dei mediatori necessari per non lasciare indietro nessuno”.

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(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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