Narnali, il mondo della cultura e tutta Prato piangono la scomparsa di Renzo Cecchini. Ha accusato un malore all’alba di stamani, 14 aprile nella sua abitazione nella frazione a ovest di Prato. Aveva 78 anni. Originario di Sant’Angelo a Lecore tra Signa e Campi Bisenzio, Cecchini ha trascorso buona parte della sua vita a Prato. Il suo nome è legato a doppio filo al Teatro Metastasio. Da elettricista si occupava di allestimenti e scenografie fino a diventare direttore tecnico. E’ stato a contatto dei più grandi nomi del teatro nazionale e internazionale che sono passati dal palcoscenico pratese a cominciare da Luca Ronconi. Cecchini ha anche combattuto al fianco di Roberta Betti e di un gruppo di cittadini per la riapertura del teatro Politeama scongiurando il rischio che si trasformasse in un supermercato. Cecchini aveva anche una grande passione per la politica prima tra le fila del Psi e poi del Pd.
Socievole, sorridente, determinato e inclusivo, era un punto di riferimento anche per tutta la frazione organizzando momenti conviviali e di solidarietà. Lascia la moglie Manuela, la figlia Silvia e il nipote Alessio. I funerali saranno celebrati martedì 16 aprile, alle 10.30 nella chiesa di Narnali. Dalle 18 di oggi è esposto alle cappelle della Pubblica assistenza.
Il Comune, il sindaco, la Giunta e il Presidente del consiglio comunale esprimono il loro cordoglio e la vicinanza alla famiglia, alla figlia Silvia, ai colleghi tutti “Direttore tecnico per decenni del Metastasio, uomo-macchina delle messe in scena più importanti ed impegnative, mantenne la fiducia di tanti direttori e tanti presidenti diversi del teatro più importante della Toscana. Formatosi nella stagione d’oro del teatro italiano del Novecento, ebbe la possibilità di lavorare con tutti i più grandi registi ed interpreti italiani e stranieri, sempre tenendo fede al suo ruolo. Collaborò strettamente con Roberta Betti, amica di una vita, alla riapertura del Teatro Politeama. Socialista, animatore di circoli culturali, attaccatissimo alla sua Narnali, una volta in pensione si dedicò, dentro il Comitato, alla riapertura dell’antico Chiesino lungo via Pistoiese”.
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