Nel segno della tradizione e dell’unione tra parte religiosa e parte laica, Prato festeggia l’8 settembre, Natività della Madonna. Dopo lo stop dello scorso anno obbligato dall’allerta maltempo, ecco di nuovo la festa della città. Tutto secondo tradizione? Non proprio. L’edizione 2025 è destinata a passare alla storia perché per la prima volta negli ormai ottanta anni di storia del Comune, non c’è un sindaco a tendere la mano alla Chiesa. Le dimissioni di Ilaria Bugetti, indagata dalla Direzione distrettuale antimafia per corruzione, hanno consegnato le chiavi del Palazzo comunale al commissario straordinario, Claudio Sammartino, che oggi, con indosso la fascia tricolore, ha rappresentato la città. “Abbiate fiducia – ha detto parlando ai pratesi dal sagrato della Cattedrale al termine del Solenne pontificale presieduto dal vescovo Giovanni Nerbini e dal vescovo emerito di Grosseto e Pitigliano, Giovanni Roncari – le istituzioni sono presenti e più che mai laboriosamente attive lavorano per il bene comune”.




Folla per il Solenne pontificale seppure il corteo che si è mosso dal Comune per la consegna dei ceri, è stato decisamente in tono minore: il Gonfalone, i valletti, il commissario straordinario e i suoi subcommissari e un dirigente del Comune. La messa, concelebrata dal clero diocesano, ha di fatto aperto le celebrazioni dell’8 settembre. Dal vescovo Nerbini l’auspicio che “la festa ci veda solleciti a fare la volontà di Dio in ogni circostanza, proprio come ha fatto Maria”. Il vescovo emerito Roncari ha rivolto un messaggio di speranza e di fiducia: “Non dobbiamo rassegnarci, ma credere che essere miti e pacifici è una vera opera di giustizia e in questa direzione collaborare con tutti gli uomini e le donne di buona volontà”.



Al termine, prima del dono dei ceri, la sfilata davanti alla Cappella del Sacro cingolo per rendere omaggio alla reliquia mariana, il simbolo religioso di Prato che stasera, concluso il Corteggio storico (anche questo in tono minore per il più basso numero di gruppi partecipanti e per il ridotto percorso cittadino), sarà mostrata alla piazza; si tratta di una delle cinque ostensioni annuali dal pulpito di Donatello.



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