Le celebrazioni del 25 aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo, a Prato sono iniziate con i rintocchi delle 8 della “Risorta”. Il momento centrale, come sempre, si è svolto in piazza delle Carceri, dove la cerimonia si è aperta con l’ingresso dei gonfaloni dei Comuni della provincia e dei labari delle associazioni combattentistiche e d’arma. Il prefetto Michela La Iacona, accompagnata dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Francesco Schilardi, ha poi passato in rassegna i reparti schierati. Ad accompagnare tutta la celebrazione le musiche della Filarmonica “G. Puccini”. Quindi l’alzabandiera, seguito dalla deposizione della corona al monumento ai caduti da parte del prefetto, del commissario straordinario Claudio Sammartino, del presidente della Provincia Simone Calamai e della presidente dell’Anpi Angela Riviello. La piazza era gremita: molti cittadini hanno partecipato cantando l’inno nazionale e “Bella Ciao”, mentre tante persone si sono affacciate anche sul camminamento del Castello dell’Imperatore. Alla cerimonia, oltre alle autorità religiose civili e militari, hanno partecipato tra gli altri anche l’onorevole di Forza Italia Erica Mazzetti e il consigliere regionale e candidato sindaco Matteo Biffoni eil coordinatore del Pd di Prato Christian Di Sanzo. In piazza anche una delegazione della consulta degli studenti con Maria De Simone dell’ ufficio scolastico provinciale. “Oggi è molto importante festeggiare il 25 aprile, c’è una piazza gremita e sono contenta – ha sottolineato La Iacona – . È l’occasione per ribadire il nostro grazie a tutti coloro che si sono sacrificati per darci libertà e democrazia. In questo delicato momento geopolitico dobbiamo riflettere sul significato di queste due parole, che mi auguro possiamo continuare a difendere”.Al termine della cerimonia in piazza delle Carceri, Emma Marrazzo, mamma di Luana D’Orazio, ha consegnato un bouquet di fiori al prefetto.












Servizio fotografico di Alessandro Fioretti
Come da tradizione, in piazza del Comune si è tenuto il discorso della presidente dell’Anpi Angela Riviello: “In un tempo in cui guerre e disuguaglianze sono intorno a noi, questo 25 aprile ci indica nuovamente la strada giusta, la direzione da prendere. Ci rimette in carreggiata. Legare il 25 aprile del 1945 a quello di oggi è la cosa più importante da fare per non perdersi e per ritrovare quei valori che 81 anni fa ci sono stati consegnati: pace, libertà e uguaglianza”. Sul palco anche il partigiano Fiorello Fabbri uno degli ultimi testimoni della Resistenza. Anche il commissario straordinario Claudio Sammartino ha preso la parola: “Intervengo per rispetto a questa città, dove il 25 aprile è previsto il discorso dell’amministrazione, e lo faccio a poche settimane dal termine del mio mandato: un’occasione per iniziare a salutare e ringraziare tutti per la collaborazione che avete dimostrato”.









Non solo celebrazioni in città, ma anche in Calvana, dove la bandiera della Pace lunga un chilometro è stata portata da un lungo corteo di persone da Valibona a Cantagrilli. “È stata una giornata emozionante — spiega Mauro Franceschini del Circolo I Risorti — con una partecipazione davvero straordinaria: tantissime persone, molte delle quali famiglie con bambini. Credo che fossimo almeno in 1.500. Abbiamo portato la bandiera a spalla fino a Cantagrilli; quando poi è stata srotolata, avevamo previsto una persona ogni tre metri, ma in realtà ce n’era una ogni metro”.












Il Comune di Montemurlo ha celebrato oggi l’81 esimo anniversario della Liberazione dal nazifascismo con una solenne cerimonia in Piazza della Repubblica. Davanti al municipio, alla presenza di numerosi cittadini e delle associazioni del territorio,
il sindaco Simone Calamai ha deposto una corona d’alloro al monumento ai caduti. Il momento è stato scandito dalle note del “Silenzio”, eseguito da un trombettista della Filarmonica “Giuseppe Verdi”. Alla commemorazione hanno preso parte anche la consigliera Federica Palanghi, in rappresentanza della Provincia di Prato, il capitano della Tenenza dei Carabinieri Antonio Mundo e la comandante della polizia municipale Enrica Cappelli. Il sindaco Calamai nel suon discorso ha sottolineato il valore della Liberazione «l’atto di nascita della nostra democrazia, il primo battito del cuore della nostra Costituzione» ed ha aggiunto che “non può esistere alcuna pacificazione storica che equipari partigiani e repubblichini. È una forzatura storica e morale che offende la memoria della Resistenza e tradisce i valori sui quali si fonda la nostra Repubblica”. La conclusione della cerimonia è stata affidata ad una giovane montemurlese, Sibilla Nuti che ha letto alcune riflessioni sul valore della Resistenza e del 25 aprile.



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