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Pratiche edilizie “lumaca”, nuove assunzioni di tecnici in arrivo


Il punto sui numeri del personale impegnato nei settori tecnici del Comune di Prato e sui carichi di lavoro a cui devono far fronte quotidianamente è stato fatto ieri pomeriggio in commissione 4. Scintille tra l'assessore Barberis e i consiglieri d'opposizione Belgiorno e Soldi che hanno portato il problema in discussione


Eleonora Barbieri


Quattro tecnici assunti questo mese da destinare a edilizia, patrimonio ed espropri, e altri cinque in programma a breve attingendo da graduatorie già esistenti. Numeri che si aggiungono alle trentasette nuove assunzioni avvenute dall’estate 2021 all’ottobre 2023 per un totale di 41 nuovi ingressi che entro pochi mesi diventeranno 46. Al netto dei pensionamenti e dei trasferimenti in altri enti (ad esempio in Regione, più remunerativa) che sono 27 negli ultimi due anni e mezzo, il saldo a oggi è positivo di 14 unità.

E’ la risposta dell’amministrazione comunale di Prato al sovraccarico di lavoro che si sta registrato negli uffici tecnici del Comune di Prato rallentandone le risposte al pubblico.

Il boom dell’edilizia, i progetti Pnrr con scadenze tassative da rispettare, organici non adeguati alla mole di lavoro che tra l’altro sono stati fiaccati ulteriormente da pensionamenti e trasferimenti verso enti meno stressanti e meglio pagati, hanno di fatto messo il freno alle pratiche dell’edilizia privata. Si arriva ad attendere oltre sei mesi per avere un permesso.

Un problema portato all’attenzione del Consiglio comunale dai consiglieri d’opposizione Claudio Belgiorno (FdI) e Leonardo Soldi (Centrodestra) che hanno fatto una specifica richiesta di trattazione del tema in commissione urbanistica, riunita ieri, 20 febbraio, in seduta congiunta con la 1 che si occupa di personale.

I dati forniti dal dirigente Francesco Caporaso indicano in 64 e 65 giorni i tempi medi per il rilascio rispettivamente della Scia e del permesso a costruire ma al netto delle eventuali richieste di integrazioni e dei passaggi in giunta, commissione e consiglio comunale per cui i sei mesi lamentati dai professionisti e dai loro clienti, sono verosimili. “Il nostro obiettivo – ha proseguito l’architetto Caporaso – è arrivare a 60 giorni di media ma faccio notare che rispetto a un paio di anni fa, grazie alla standardizzazione interna delle procedure, abbiamo ridotto l’attesa di 10 giorni. Certo, si può migliorare ancora ma l’impegno è massimo”.

Impegno che viene tradotto in numeri. Nel 2023 l’edilizia ha gestito 5.064 pratiche che afferiscono la partenza di un cantiere, 6.764 quelle post costruzione relative ad esempio all’agibilità dell’immobile costruito. Numeri in aumento rispetto al 2022. Super lavoro anche per il settore urbanistica guidato dall’architetta Pamela Bracciotti che ha tra i compiti la forestazione urbana e che ha dedicato metà della forza lavoro alla redazione del nuovo piano strutturale che per scelta dell’amministrazione comunale non è stato affidato all’esterno. Il numero dei piani attuativi presentati, che non hanno una tempistica stabilita per legge da rispettare, sono stati 7 nel 2023 e nel 2021, 11 nel 2022, 15 nel 2020. Quelli adottati sono 9 nel 2023, 10 nel 2022 e 3 e 2 nel 2021 e 2020 a causa del Covid. L’urbanistica ha verificato per quanto di competenza anche 155 pratiche edilizie nel corso del 2023, una ventina in più del 2020. Si tenga conto poi che gli uffici tecnici devono gestire anche gli investimenti Pnrr. Prato ha ottenuto tantissimi finanziamenti. Pensate che la programmazione triennale delle opere pubbliche è passata da 44 milioni di investimenti agli attuali 141, oltre il triplo. “Faccio notare – ha chiosato Caporaso – che il triennale 2024-2026 è di 76 milioni di euro di opere. Significa che 60 milioni sono stati affidati, quindi funziona. E’ faticoso? Sì perché la mole di lavoro è quadruplicata e il bilancio complessivo dell’edilizia ci descrive una città fervente. Siamo in sofferenza perché città di pari grandezza hanno più personale ma facciamo il massimo possibile”. Dei 37 nuovi assunti negli ultimi due anni ben 25 sono dedicati ai progetti del Pnrr per mobilità, sport e scuola e edilizia monumentale. Gli altri 12 sono andati a urbanistica (5) ed edilizia (7). L’assessore Valerio Barberis e la dirigente del personale Donatella Palmieri hanno sottolineato che sono contratti a tempo indeterminato per scelta. Dunque, finito il Pnrr tale personale tecnico resterà e sarà dedicato alle altre priorità.

Belgiorno ha ribadito i disagi: “Ci facciamo portavoce del malcontento in città ma la colpa non è certo del personale che si fa in quattro ogni giorno”. Il collega Soldi ha sottolineato che “lo stesso problema fu sollevato nella primavera 2021 e che da allora niente è stato fatto se non poche assunzioni in più tutte da formare. Le esigenze di uffici strategici per l’amministrazione comunale non possono soccombere dietro progettazioni temporanee e magari anche poco lungimiranti per la città. Mettere mano al piano strutturale è stata una scelta vostra, non c’erano obblighi e non era nel programma elettorale. Non era così necessario dato i carichi di lavoro del personale”.

Soldi e Belgiorno che contestano anche la decisione del presidente della commissione Maurizio Calussi del Pd di non accogliere la richiesta di far partecipare alla seduta la consulta delle professioni.

L’assessore Barberis ha replicato: “Tutti gli uffici sono strategici e in sofferenza. Dobbiamo garantire servizi a tutti i cittadini. Il Comune di Prato storicamente ha un problema di personale. Non mi risulta che la giunta Cenni abbia assunto 700 persone in più nei cinque anni di governo. Non mi risulta ci sia stata una strategia sul personale. Sembra che si viva su Marte e con paraocchi senza guardare alla complessità della città”.

(e.b.)

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