Il Consorzio Astir ha partecipato ieri, martedì 27 gennaio, all’audizione informale delle Commissioni parlamentari Giustizia e Lavoro. Un appuntamento importante per un focus sulle potenzialità della raccolta degli indumenti usati, attività che impegna Astir da molti anni e che potrebbe rappresentare una risposta alla risoluzione dell’onorevole Federico Gianassi (Pd) intitolata “Iniziative di contrasto ai fenomeni di grave sfruttamento dei lavoratori nel distretto tessile di Prato e di responsabilizzazione solidale di tutti gli attori della filiera tessile, anche mediante il potenziamento degli organici”. Una risoluzione che punta a individuare settori, nel distretto, che potrebbero essere terreno fertile per uno sviluppo del livello occupazionale e, dunque, di contrasto allo sfruttamento degli operai che spesso non hanno alternative per sottrarsi a tale abuso.
“Una risoluzione – spiega il presidente del consorzio, Simone Gelsumini (nella foto) – che presenta alcuni elementi che abbiamo valorizzato da tempo. Astir dai primi anni Duemila, assieme all’allora municipalizzata Asm, dette vita al servizio di raccolta porta a porta degli indumenti usati al fine di togliere detta frazione dal computo del calcolo dei rifiuti indifferenziati. Il servizio mostrò però alcune criticità dovute all’esposizione del materiale a intemperie e animali, con un costo che risultata troppo elevato e con sottrazioni abusive che non consentivano la tracciabilità. Ecco che Astir fu tra i primi soggetti ad aderire al progetto nazionale di Confcooperative ‘Abito qui’, allargando la collaborazione alla Caritas diocesana. I cassonetti – ancora Gelsumini – vennero collocati sia su suolo pubblico che su suolo privato (supermercati, centri commerciali, parrocchie) e gli effetti furono valore ambientale e garanzia di legalità consentendo una completa tracciabilità e certezza della regolarità degli impianti di destinazione”.
Ad oggi, ogni giorno, circa 400 quintali di indumenti usati vengono raccolti e fatti confluire nelle aziende del distretto che si occupano di cernita e recupero. Numeri che confermano la bontà del progetto e che spingono Gelsumini a fare appello alla politica e alle imprese: “Occorre – dice – che tutti gli attori della filiera collaborino al fine di rendere sempre più efficiente e trasparente il processo di raccolta, anche investendo nelle migliorie necessarie, per sviluppare lavoro regolare e tracciabilità dei materiali in un settore dove ancora esistono zone grigie contro cui servono le buone pratiche delle imprese virtuose e della politica”.
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