Solidarietà ai colleghi aggrediti e richiesta di rinforzi alla questura di Prato. E’ la richiesta che arriva dalla segreteria provinciale Fsp Polizia di Stato in seguito ai fatti avvenuti davanti ai cancelli di Euroingro lunedì 17 novembre, in occasione del sit-in organizzato dal sindacato Sudd Cobas contro lo sfruttamento del lavoro.
“I colleghi impegnati in un’attività di servizio in borghese, sono intervenuti per impedire che un gruppo di persone potesse raggiungere i lavoratori che stavano manifestando, Nel farlo hanno agito con coraggio e alto senso del dovere, trovandosi in netta inferiorità numerica ed esponendosi personalmente a un rischio evidente per la propria incolumità – si legge in un comunicato a firma del segretario provinciale, Alfonso Luciano – l’aggressione culminata con il loro ferimento è un fatto di assoluta gravità e del tutto intollerabile, che dimostra ancora una volta come la polizia sia chiamata a intervenire in situazioni improvvise e potenzialmente violente, spesso in contesti operativi altamente delicati. Questi episodi non possono essere considerati rischio fisiologico del mestiere: ogni volta che viene colpito un appartenente alle forze dell’ordine, è lo Stato ad essere colpito”. Fsp Polizia di Stato parla della realtà pratese “segnata da una cronica carenza di personale”: “Gli organici della questura e delle altre articolazioni di polizia risultano da tempo numericamente inadeguati rispetto alle reali esigenze: una situazione che denunciamo da tempo e che incide direttamente sulla sicurezza dei cittadini e degli operatori”. Il sindacato ricorda anche gli impegni assunti durante la visita a Prato, lo scorso 15 agosto, dal ministro Piantedosi circa un’attenzione al territorio: “Ci attendiamo che tali impegni trovino rapida attuazione affinché episodi gravi come quello di ieri non si ripetano”.
Sulla vicenda interviene anche il Siap con il segretario regionale Giuseppe Crupi: “Questo episodio – dice – costituisce l’ennesima conferma della complessità e della delicatezza del lavoro svolto quotidianamente dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato. Un impegno costante che, troppo spesso, viene ignorato dai governi di turno, nonostante l’aumento della conflittualità sociale e delle criticità operative. L’accaduto evidenzia ancora una volta un sistema caratterizzato da gravi carenze politiche, normative e organizzative. Tali mancanze ricadono direttamente sul personale in uniforme, chiamato ogni giorno a fronteggiare situazioni ad alta complessità senza strumenti adeguati e in condizioni di crescente solitudine operativa. È inaccettabile che la gestione dell’ordine pubblico venga lasciata quasi esclusivamente sulle spalle degli operatori, senza il necessario supporto legislativo e senza un chiaro indirizzo politico. Il clima di tensione che si genera attorno a queste circostanze rischia inoltre di trasformare lo spazio pubblico in un’arena dove schieramenti contrapposti si fronteggiano a colpi di slogan pro o contro la polizia, oscurando le vere cause della crisi sociale che attraversa il Paese. Nel frattempo, gli operatori continuano a garantire con professionalità, sacrificio e senso del dovere la sicurezza di tutti i cittadini. Alla luce di quanto accaduto, il Siap ribadisce con fermezza la necessità di interventi immediati e concreti: occorrono strumenti adeguati, un quadro normativo efficace e un riconoscimento tangibile del ruolo essenziale svolto dagli operatori della Polizia di Stato, troppo spesso costretti a operare in condizioni di rischio elevato e senza adeguata tutela”.
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