Nuova tegola sul Comune di Poggio a Caiano da una sentenza della giustizia amministrativa. Dopo l’uno-due di Tar e Consiglio di Stato per bocciare i cambi alla viabilità cittadina, adesso il Tar di Firenze ha annullato gran parte delle due ordinanze firmate dal sindaco Palandri, con cui si imponeva alla proprietà del capannone incendiato in via Lombarda a fine luglio 2023 la bonifica dell’area. A darne notizia è il gruppo di opposizione “Poggio Insieme” che denuncia i gravi rischi ambientali della situazione: “Sono trascorsi quasi tre anni dal grave incendio – si legge in una nota -. A distanza di tutto questo tempo, l’area interessata presenta ancora macerie e materiali contenenti amianto, senza che sia stata completata una messa in sicurezza definitiva. Una situazione gravissima, che continua a rappresentare un serio rischio per la salute pubblica per chi vi abita, per chi vi lavora e persino per chi utilizza l’area di sgambatura per i propri animali domestici, situata nelle immediate vicinanze”.
Il Tribunale, accogliendo il ricorso presentato dalla ditta proprietaria dell’immobile andato a fuoco, ha rilevato, tra le altre cose, un difetto di istruttoria e di motivazione nell’individuazione delle responsabilità da parte dell’amministrazione Palandri. In particolare i giudici sottolineano come la procura abbia chiuso le indagini contestando all’affittuario di aver “cagionato volontariamente l’incendio”. La proprietà sarebbe quindi parte lesa e, sempre secondo i giudici amministrativi, avrebbe già fatto quanto le competeva.
“Non si tratta di un rilievo formale. Gli atti adottati dal sindaco Palandri – attaccano i consiglieri di minoranza -, che ricordiamo essere il primo responsabile a livello locale in tema di protezione civile, non hanno retto al vaglio del giudice e oggi risultano annullati. Il risultato è evidente: la bonifica è ancora ferma da tre anni e il problema resta aperto, con tutti i rischi correlati in tema di salute pubblica. Il sindaco Palandri e la sua amministrazione devono chiarire con urgenza come intendano procedere per rimediare a questa bocciatura e garantire tempi certi per la messa in sicurezza dell’area. Sono già passati tre anni”.
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