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Poggio a Caiano, la Provincia boccia la corsia preferenziale in via Vittorio Emanuele. La protesta di Comune e Comitato Buon Senso


L'Ente ha negato il nulla osta sulla SR66 ritenendolo in contrasto con la sentenza del Consiglio di Stato. La corsia in direzione opposta verso Pistoia ripristinerebbe di fatto il doppio senso di marcia, violando l’attuale assetto a senso unico verso Firenze


Alessandra Agrati


La Provincia di Prato ha rigettato la richiesta di nulla osta per l’istituzione di una corsia preferenziale sulla SR66, in via Vittorio Emanuele (nella foto quando era a doppio senso) , nel tratto compreso tra Ponte all’Asse e piazza XX Settembre. Secondo l’ente, l’intervento si porrebbe in contrasto con il quadro normativo e viabilistico definito dalla sentenza del Consiglio di Stato. In particolare, la realizzazione di una corsia riservata con transito in direzione opposta (verso Pistoia), rispetto all’attuale senso unico vigente verso Firenze, determinerebbe di fatto il ripristino del doppio senso di marcia, eludendo quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato, che ha confermato la validità dell’attuale assetto a senso unico. Una decisione contestata dal Comune di Poggio a Caiano, che aveva approvato in giunta l’istituzione della corsia preferenziale. «Il parere negativo della Provincia – spiega la vicesindaca Diletta Bresci – non è uno sgarbo a questa amministrazione, ma uno schiaffo ai cittadini e alla loro sicurezza, soprattutto in relazione al piano di evacuazione della Liquigas. Probabilmente c’è chi pensa che la sicurezza sia un gioco o una questione di “bretelle”. Non viene inoltre considerato che i cittadini di Poggio dovranno sostenere costi maggiori per il trasporto pubblico, visto che Autolinee Toscane ha richiesto un aumento a causa del tragitto più lungo. La proposta di una corsia preferenziale per bus e mezzi di soccorso – aggiunge – non è un capriccio, ma una necessità sostenuta da Prefettura di Firenze, 118, Autolinee Toscane e comitati cittadini. Già i comitati: quelli che la sinistra ignora quando non portano acqua al proprio mulino. Per noi la sicurezza dei cittadini è un pilastro non negoziabile; per qualcuno, evidentemente, no».
Sulla stessa linea il Comitato Buon Senso per Poggio, che esprime perplessità sulle motivazioni tecniche alla base del diniego. In particolare, non convince l’idea che la corsia preferenziale possa aggirare quanto stabilito dalla sentenza del Consiglio di Stato. «Si tratta di una lettura che non condividiamo», spiegano. Il Comitato ricorda che il Consiglio di Stato ha dato priorità alla tutela della salute rispetto alla fluidità del traffico, sulla base dell’ipotesi che una strada a doppio senso comporti un aumento dell’inquinamento. «Una corsia riservata a bus e mezzi di emergenza – osservano – sarebbe utilizzata da un numero molto limitato di veicoli e non inciderebbe in modo significativo sulle emissioni». Secondo il Comitato, inoltre, sarebbe stato sottovalutato il tema della sicurezza. Viene citato, in particolare, il parere della Protezione civile del Comune di Signa, che evidenzia criticità legate al senso unico in relazione al piano di emergenza dello stabilimento Liquigas. A questo si aggiungono i pareri favorevoli espressi dalla Asl Toscana Centro e da Autolinee Toscane. Il Comitato sottolinea come sarebbe stato più comprensibile un diniego basato su una scelta politica esplicita, ad esempio privilegiando i parcheggi rispetto alla corsia riservata. «Non condividiamo invece – concludono – il ricorso a motivazioni tecniche che riteniamo poco convincenti. Alla Provincia va comunque riconosciuto il coraggio di essersi assunta la responsabilità di dire no a un intervento che riteniamo necessario, anche alla luce della presenza dello stabilimento Liquigas alle porte del paese».
«Una scelta arrogante e una ripicca contro cittadini e commercianti», così il gruppo di opposizione Poggio Insieme boccia la corsia preferenziale su via Vittorio Emanuele. Secondo i consiglieri, si tratta di «un tentativo di aggirare la sentenza del Consiglio di Stato», con il rischio di «ripristinare di fatto il doppio senso». L’intervento provocherebbe «più inquinamento, meno parcheggi e maggiori disagi alla viabilità», senza risolvere le criticità esistenti. Dubbi anche sull’efficacia per i soccorsi: «la strada più veloce resta la bretella». Nel mirino anche il trasporto pubblico, definito «poco rilevante su quel tratto con appena un autobus al giorno». Infine, l’accusa all’amministrazione: «grave procedere senza i pareri di Regione e Provincia» e «scarsa vigilanza su via Cioppi».

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