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Piscina riabilitativa di via Roma, slitta a marzo l’apertura della nuova struttura


I lavori iniziati nel 2019 entrano nella fase finale: concluso il montaggio dei prefabbricati, poi collaudi e verifiche per l’autorizzazione sanitaria. Il Comune valuta il futuro modello di gestione


Alessandra Agrati


Slitta a marzo 2027 la consegna e l’entrata in funzione della nuova piscina riabilitativa di via Roma, un’opera attesa da anni e il cui cantiere è partito nel 2019. I lavori sono entrati nella fase conclusiva: si sta completando il montaggio dei prefabbricati, a cui seguiranno il collaudo della struttura e la realizzazione delle ultime rifiniture. Parallelamente sono già in corso le verifiche necessarie per ottenere i requisiti richiesti per l’utilizzo sanitario pubblico.
“Nei prossimi mesi – spiega l’assessore allo Sport Enrico Romei – avvieremo anche una valutazione per individuare il modello più efficace, sia dal punto di vista della gestione sia per quanto riguarda i servizi da offrire alla città”. Il tema della gestione sarà infatti centrale. Le due piscine riabilitative utilizzate negli anni, quella di via Arcangeli, ormai demolita, e l’attuale struttura di via Gescal, sono sempre state affidate al Cgfs, con Crida tra i principali fruitori dei servizi. Per il nuovo impianto potrebbe però aprirsi una strada diversa: affidare la gestione prettamente sanitaria a un soggetto specializzato attraverso un bando che tenga conto delle caratteristiche particolari della struttura. La nuova piscina è stata progettata proprio per le esigenze riabilitative: avrà dimensioni di 12,40 metri per 5,80 e tre diverse profondità (1,20, 1,50 e 1,80 metri) per consentire terapie progressive, anche in sospensione. Una vetrata permetterà ai fisioterapisti di seguire i movimenti dei pazienti senza dover entrare in acqua. Al piano superiore troverà spazio una piccola palestra, insieme agli spogliatoi a norma e a un locale destinato alla segreteria. L’investimento complessivo per la realizzazione della struttura è di circa 1,9 milioni di euro.
Accanto al futuro della piscina riabilitativa, il Comune sta ragionando anche su una possibile riorganizzazione complessiva degli spazi natatori cittadini. “Stiamo valutando una diversa distribuzione delle funzioni – aggiunge Romei – perché gli impianti hanno caratteristiche differenti. Le piscine di Gescal e San Paolo, ad esempio, al mattino sono utilizzate dalle scuole, quella del Villaggio, grazie al fondale più basso e alla temperatura dell’acqua più elevata, inoltre potrebbe essere maggiormente adatta ai primi corsi di nuoto”. Resta infine da affrontare il passaggio legato alla gestione degli impianti: l’attuale proroga dell’affidamento al Cgfs è fissata fino al 31 dicembre, una scadenza che impone di definire nei prossimi mesi il nuovo assetto organizzativo.

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